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di Maria Rita Sciarrone
C’è un tesoro nel cuore di Macerata, chiuso da dieci anni al pubblico, ma che presto verrà restituito ai Maceratesi e ai turisti che visiteranno la città: il Palazzo Buonaccorsi, ultimato nel 1717 per opera dell’architetto Giovanni Battista Contini, che si ispirò alle residenze patrizie romane.
Al termine del restauro la sede del Palazzo ospiterà il Museo delle Carrozza, la pinacoteca con le collezioni d’arte antica e moderna e la sala dell’Eneide, che sarà soprattutto museo di se stessa.
"Bisognerà pazientare ancora un anno per godere di queste meraviglie", spiega Vittorio Zazzaretta, presidente dell’Istituzione “Macerata Cultura, Biblioteca e Musei” nata nel 2006 per promuovere e realizzare attività culturali, nonché per organizzare eventi e servizi. Lo incontro per sapere quali sono i progetti in cantiere.
Presidente, come procedono i lavori?
Al momento stiamo proseguendo con i restauri pittorici del piano nobile e del secondo piano. Entro la fine di febbraio 2009 si concluderà questa fase e si passerà all’allestimento.
Dove saranno esposte le carrozze e quale ruolo assumerà il museo all’interno del Palazzo?
Il museo della carrozza sarà allestito al piano interrato, dove si trovavano le scuderie del palazzo. Per l’allestimento sono stati stanziati 150 mila euro dalla Regione e 180 mila euro dal Comune. Si tratta di collezioni che hanno una rilevanza storica notevole. Basti pensare che molte provengono dalla donazione del conte Pieralberto Conti, di Civitanova Marche. Le carrozze, inoltre, possono assolvere meglio la loro funzione grazie alla creazione di uno spazio multimediale e attrezzato alla simulazione del viaggio, con una particolare attenzione verso i più piccoli.
É previsto l’allestimento di mostre all’interno del Palazzo?
Certamente. Partiremo con una collezione di argenti sacri e profani del ‘700 e dell’‘800, che sarà allestita nel piano nobile. A corredo di quest’evento, sarà prodotto un catalogo della mostra curato da Gabriele Barucca (Ispettore della Soprintendenza regionale dei beni culturali per Macerata, ndr).
Si è parlato tanto di Palazzo Buonaccorsi come “polo museale”. Che cosa ne pensa a riguardo?
Io mi auguro che, oltre ad essere un polo museale, diventi un luogo polifunzionale. All’interno del Palazzo potrebbero essere organizzati piccoli eventi musicali, conferenze, utilizzando anche gli spazi destinati al coffee-shop. Confido nella collaborazione di altri enti, come, ad esempio, la Fondazione Carima per Palazzo Ricci, in quanto agire in sinergia è fondamentale per promuovere al meglio il patrimonio culturale della città.
Ci potrebbe essere una collaborazione anche con l’Università?
Assolutamente sì. Il palazzo si trova in una posizione strategica (Via Don Minzoni), tale da attirare molti studenti, e se - come mi auguro - ci sarà una buona gestione del coffee-shop, che tra l’altro prevede un ingresso indipendente, si potrà pensare ad altri eventi che possano dare ai giovani lo spazio che meritano.