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di Andrea Accattoli
Il gruppo folkloristico La Macina di Mogliano è una splendida realtà di come le tradizioni del territorio riescano ad essere riproposte alle nuove generazioni senza perdere di vista i valori e le storie di un tempo.
Il punto di forza di questa laboriosa compagnia è quello di sapersi dividere, a partire dalla sua nascita nel 1968, tra la ricerca storico-culturale e la diffusione di attività folkloristiche durante festival e manifestazioni, sia a livello regionale che fuori dai confini delle Marche.
La Macina si definisce, appunto, come un gruppo tanto di ricerca quanto di canto popolare, il tutto incentrato sulla cultura tradizionale marchigiana: quella tramandata dai nonni ai nipoti. Una tradizione contadina che lo stile di vita moderno sembra aver nascosto nel cassetto dei ricordi, ma che è stata storia della nostra regione e delle passate generazioni.
L’attività del gruppo si è orientata nel corso del tempo su due fronti: dal lato pratico e musicale, i componenti del gruppo hanno inciso un centinaio di canzonette e stornelli contadini, riprendendoli dall’archivio musicale degli anziani. Successivamente, hanno pubblicato un volume dal titolo “Cultura Popolare Marchigiana”, frutto di scrupolose ricerche: questa pubblicazione è forse la più completa e organizzata raccolta di canti popolari che sia mai stata prodotta nella nostra regione.
Ma il maggiore motivo di orgoglio del gruppo è stata l’apertura nel 1998 del Centro Tradizioni Popolari (con sede a Polverigi, vicino a Jesi), polo per la divulgazione delle produzioni musicali, ma anche museo del folklore regionale.
Numerosi sono stati i riconoscimenti ricevuti da questo gruppo anche a livello nazionale. Nota è la sua collaborazione con artisti del calibro di Moni Ovadia, Giovanna Marini, Rossana Casale. La Macina di Mogliano è dunque il più celebre ed autorevole portavoce del ricchissimo patrimonio costituito dalla cultura tradizionale marchigiana; Il valore di cui quest'ultima è testimone diventa rilevante in una società, come quella attuale, che deve sempre guardare al futuro, ma senza dimenticare la sua storia.