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di Chiara Fonzi
Ogni seconda domenica d'agosto a Sant'Elpidio squadre di ragazzi vestiti in modo strano si infiammano ed arrivano a gridare l'uno contro l'altro per un gioco mai visto alla domenica sportiva in televisione, eppure seguito dal vivo da un fitto pubblico in delirio. Sembra il Quidditch di Harry Potter e invece siamo alla Contesa del Secchio, la più antica rievocazione storica marchigiana di fama nazionale, partita nel 1953 e arrivata ormai alla sua XXV edizione.
Stuole di cavalieri dagli stivali usurati e polverosi che mi camminano accanto, sbirciando le belle dame dai capelli intrecciati con perle e gemme luccicanti scortano i giocatori fino allo stadio. Oggi sono più di mille i volontari che si mettono i panni medievali per un giorno, accompagnati dal fragore dei tamburi e dalle coreografie degli sbandieratori.
A differenza di molte rievocazioni spuntate come funghi più per aggregare i cittadini dei paesi che per mantenere la tradizione storica, la Contesa del Secchio affonda le sue radici nel tardo Medioevo. Data la scarsità d'acqua si instaurava una vera e propria competizione per l'accaparramento della preziosa risorsa, così i priori decisero di indire i giochi sportivi della Contesa, cui partecipavano ogni anno le quattro contrade cittadine di San Giovanni, Sant'Elpidio, Santa Maria e San Martino. Quella che vinceva i giochi si guadagnava il secchio, simbolo del diritto di attingere per prima alla fonte.
Alle quattro contrade da sempre presenti si sono affiancate le delegazioni del Borgo Marinaro, Castel di Castro e Santa Croce, che rappresentano rispettivamente il popolo dei pescatori di Porto Sant'Elpidio, il gruppo degli abitanti di Castellano (antico Caste di Castro) e l'insediamento monastico dell'omonima abazia. Gli enti locali hanno investito nella conservazione di questa rievocazione, ed oggi il comitato organizzativo rimane attivo tutto l'anno. Inoltre il Gruppo Storico Internazionale Musici e Sbandieratori della Contesa si è esibito in numerosi Paesi di tutto il mondo.