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di Giorgio Cipolletta
Il teatro Lauro Rossi ha ospitato il 25 gennaio I solo ment, uno spettacolo di Ann Van Den Broek. Lo spettacolo – prodotto da Korzo e Ward/Ward – è inserito in un progetto di scambio interculturale tra Italia e Olanda organizzato da Anticorpi Xl e sostenuto da Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, da Tin (Theatre Instituut Nederland), e Nfpk.
Il corpo parla, soffre, desidera, smania tra l’uomo e la donna, tra il desiderio e la distanza. Le pulsioni umane e più recondite nascondono e producono nel corpo reazioni passionali e disperate ricercate nella fuga dell’altro. Il corpo nudo che cerca passione nell’abito, si abbandona nel desiderio fuori controllo. La danza traduce i comportamenti, gli istinti passionali teorizzati da Freud: una donna è il contrappunto dell’uomo, corpi distanti, disperati. I solo ment è un solo svolto da un duetto indivisibile, l’uno crea il doppio. Uno spettacolo ideato da Ann Van Den Broek attraverso la percezione dell’umano. I comportamenti del duo si trasformano restituendo allo spettatore in sala in un silenzio imbarazzato, un linguaggio del corpo che comunica il suo dolore, le sue urgenza di abbandono al desiderio. La performance domina il palco con energia, i gesti frenetici con stile minimalista. Un amore complesso, come complessa è la passione umana tra controllo e abbandono. Un inizio potente e un finale forte, uno stimolo alla ricerca di una danza che rappresenti un diverso modo di rappresentare la morte e la vita, il desiderio e l’assenza.
Lo spettacolo si apre con la morte: una donna lava il corpo di un uomo morto, ma ogni gesto è distante. Il finale ci restituisce l’uomo vivo nella memoria di Lei, tra quattro lampade di uno studio fotografico; energia e creatività circoscrivono il ricordo, mentre Lei lo desidera con forza impenetrabile. Un contatto reale è impossibile, l’intimità danza mentre le canzoni di Nick Cave penetrano nel silenzio dei gesti. È stato Arne Van Dongen a comporre la musica, ispirata alle canzoni di Nick Cave e i Bad Seeds. Gli interpreti dello spettacolo sono Dario Tortorelli e Cecilia Moisio. La scena è di Niek Kortekaas, il video e il disegno luci di Bernie van Velzen.
Una performance che coinvolge, che ci predispone all’ascolto, al rapporto con noi stessi e con il desiderio, il contatto e la distanza, l’istinto e il controllo, la vita e la morte, i gesti senza la parola. Spesso il corpo ci riconsegna quella verità che le parole non riescono a produrre, cadendo in una facile retorica.