La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Claudia Zavaglini
La presentazione a Macerata del film “Chi nasce tondo…” di Alessandro Valori ha messo in luce alcuni aspetti problematici cui è legata certa cinematografia italiana.
Con “certa” ci riferiamo alla cinematografia più nascosta, quella minore, quella indipendente e, dunque, in fin dei conti, anche quella più libera. Questo cinema spesso trova un supporto più adatto nel digitale, soprattutto se dispone di risorse più ristrette rispetto alla grande produzione cinematografica: “Il digitale è il futuro”, afferma Valori, ma il presente purtroppo lo ostacola, vuoi per l’effettiva inadeguatezza delle sale, che obbliga a riversare il film su pellicola, pena un’ulteriore spesa, vuoi per il monopolio delle maggiori case di distribuzione, spaventate dalle produzioni minori di cui temono l’espansione o la libertà.
E’ illuminante un dato: soltanto 100 sale su 3000 in Italia sono attrezzate per la proiezione del digitale (e una è ospitata all’interno del Multiplex 2000 di Piediripa). Emerge chiaramente, allora, che esiste un mondo che nelle sale cinematografiche non ha spazio, che ne è tagliato fuori. Non parliamo soltanto dei film realizzati in digitale e autopromossi come quello di Valori. Per avere un altro esempio di categoria, se vogliamo ,“emarginata”, basta pensare ai documentari. Quale percentuale della popolazione può dire di avere visto un documentario al cinema? E quanti cinema ospitano effettivamente nelle loro sale dei documentari?
E’ necessario che siano favoriti tutti questi lavori minori, indipendenti, alternativi, controtendenza; tutti quei lavori che non chiedono altro che una possibilità. E’ necessario perché, se questi lavori non riusciranno mai ad arrivare in una sala, non sapremo mai cosa avrebbero potuto essere. Un film a cui non è data la possibilità di essere visto è un film che viene stroncato sul nascere e anche un’alternativa che viene tolta al pubblico.
Tornando al film di Alessandro Valori, proprio il larghissimo seguito di pubblico che le proiezioni hanno avuto a Roma, dove la gente ha potuto vederlo, è un’ulteriore conferma del fatto che queste produzioni sono apprezzate e potrebbero diventare una valida alternativa per gli appassionati, che spesso, non avendo possibilità di scegliere nelle sale cinematografiche, “si lasciano scegliere”.