La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Marco Fiori
In estate rallenta il ritmo, ma non si ferma del tutto “Libriamoci, in Biblioteca letteralmente fantastico”, la rassegna letteraria maceratese senza fine dal 2002, che prevede incontri con autori anche nei prossimi mesi (il previsto Carlo D’Amicis, con “La guerra dei cafoni”, è stato posticipato al 24 ottobre; per colmare lo spazio vuoto settembrino forse qualcosa si organizzerà), nella splendida e meritevole di esser da tutti visitata “specola” della Biblioteca Comunale “Mozzi-Borgetti” di Macerata (sede principale ma non esclusiva della manifestazione).
Leggendo queste prime righe, direte: “ma qual è la novità? Qual è l’evento?”. La cosa notabile è, innanzitutto e proprio, questa: tale serie di incontri non si presenta come sporadica “una tantum”, eccezione alla regola del silenzio non creativo. La rassegna è carsica, magari sottotraccia, ma presente con costanza e acribia, da anni, per promuovere un contatto diretto tra la letteratura e gli autori italiani contemporanei (i trentaquattro precedenti incontri hanno visto protagonisti tra gli altri Ugo Cornia, Lello Voce, Claudio Piersanti, Edoardo Sanguineti, Silvia Ballestra, Fabrizia Ramondino, Dario Voltolini, Luigi Di Ruscio, Angelo Ferracuti, Nanni Balestrini, Paolo Pozzi, Paolo Nori, Adrian N. Bravi, Ermanno Cavazzoni, Wu Ming, Paolo Morelli, Francesco Recami, Flavio Soriga, Francesco Dezio, Mauro Cicarè, Gaspare De Caro, Piersandro Pallavicini, Francesco Piccolo) e un suo possibile pubblico. Gli incontri con narratori, poeti, saggisti, eccetera sono importanti in questo senso; naturalmente non per sostituire il necessario approccio alla pagina scritta, ma per creare curiosità e domande rispetto ad essa: sia quando protagonisti sono scrittori con spiccate capacità affabulatorie (Aldo Nove, il sottovalutato musicista – narratore Emidio Clementi, le star “underground” Wu Ming con i loro centocinquanta e più appassionati), sia quando sono figure pubbliche meno appariscenti, ma non meno interessanti (Giulio Mozzi, autore del notevole “Parole private dette in pubblico. Conversazioni e racconti sullo scrivere”).
A dimostrazione del rilievo raggiunto dall’iniziativa, il già citato Nove – come riferisce il curatore infaticabile Reinhard Sauer – nel volume illustrato con Maria F. Tassi “Zero il robot” fa un riferimento a Macerata, mentre un altro narratore italiano, fra i più ispirati delle ultime generazioni, Mauro Covacich, nel suo libro “Prima di sparire” riporta la sua visita nella nostra città in occasione della presentazione di un suo precedente volume.
Per visualizzare il calendario degli incontri, si può utilizzare il sito del Comune di Macerata www.comune.macerata.it e controllare i manifesti affissi sui muri cittadini.