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di Marinella Bosi
“I love ju” è il suo nuovo romanzo, uscito in libreria a dicembre. Jonathan Arpetti, cosa si cela dietro questo titolo stravagante?
“I love Ju” descrive le vicende di Giacomo, un supertifoso juventino che, alla soglia dei trent’anni, ancora basa tutta la sua esistenza sulla squadra del cuore, seguendola ovunque. Nel frattempo, Giacomo relega la sua fidanzata storica, Julia, a un ruolo da comprimaria che non le si addice più, finché, esausta, lei non lo metterà di fronte a una dura realtà, lanciandogli una specie di ultimatum. Per Giacomo, il protagonista, è arrivato il momento di decidere. O lei, o la Juve. O bianco, o nero. Non c’è più tempo per il bianconero. Sfortuna vuole che l’aut-aut gli arrivi proprio alla vigilia di una partita imperdibile, quel Real Madrid-Juventus che vale la finale di Champions League.
Dove ha trovato l'ispirazione per questa storia? C’è qualcosa di autobiografico?
L’ispirazione mi è venuta una sera di sette anni fa. La Juve aveva perso ancora una finale della più importante competizione a livello internazionale, questa volta contro i rivali storici del Milan. Per di più ai calci di rigore. Una sofferenza insopportabile. Avevo bisogno di una rivincita, di oscurare quell’evento negativo con qualcosa che mi lasciasse di buon umore. Da quell’esigenza al momento di mettermi davanti a una tastiera per cercare di modificare gli eventi, il passo è stato breve. Ora quando penso a quella partita, non penso a una catastrofica disfatta, ma al mio romanzo I love Ju.
Come è nata la sua passione per la scrittura?
Fin dai tempi delle scuole dell’obbligo, leggere romanzi era la mia passione. Ricordo ancora che i miei regali preferiti erano i libri di avventura. A un certo punto, vivere queste storie in modo passivo ha iniziato a starmi stretto. Avevo bisogno di esplorare mondi ancora nascosti, soprattutto dentro di me. È stato così che ho iniziato a scrivere. All’inizio dei brevi racconti senza pretese, poi ho iniziato a perfezionarmi, a documentarmi, a studiare manuali, a frequentare corsi di scrittura creativa. Posso dire che è stato un percorso lento e macchinoso che solo ora, a distanza di anni, mi sta regalando delle vere soddisfazioni.
Il suo romanzo è risultato vincitore al concorso letterario per autori esordienti del Salone del libro di Torino, organizzato da Radio 24. Come ha deciso di parteciparvi?
Quel giorno ero in macchina e stavo passando in rassegna le varie stazioni radiofoniche quando, per puro caso, mi sono imbattuto in Gianluca Nicoletti, giornalista e conduttore del programma Melog 2.0. Trasmetteva da uno stand all’interno del salone del libro di Torino e stava ricevendo telefonate da aspiranti scrittori che proponevano la propria opera inedita per la pubblicazione. Ho afferrato il telefono al volo e ho chiamato, descrivendo in diretta il mio manoscritto I love Ju, che alla fine è risultato il vincitore, aggiudicandosi la pubblicazione a livello nazionale da parte della Cult edizioni.
Ci riveli un segreto: c'è un modo per far andar d'accordo donne e calcio, soprattutto la domenica pomeriggio?
L’ideale sarebbe sdoppiarsi, così da poter stare in due posti diversi contemporaneamente. Allo stadio e a fare shopping con la propria moglie o fidanzata. Andrebbe bene anche assumere un sosia perfetto da mandare con lei a fare shopping. O chiedere un favore al proprio gemello. Scherzi a parte, a me è capitato spesso di dover lanciare in aria una monetina. Testa: stadio. Croce: fidanzata. E di tirarla e tirarla finché non vedevo quella faccia della monetina che volevo vedere. Quale? Provate a indovinare.