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di Francesco Barbabella
È stato il gruppo degli En Plein Air a vincere l'edizione 2008 dell'Homeless Rock Fest. Il loro post rock strumentale, stile Mogwai e Sigur Ros, ha superato il giudizio del pubblico e della giuria tecnica, portando la band sul gradino più alto della classifica.
I timori sorti durante il soundcheck pomeridiano riguardo un possibile acquazzone sono stati ben presto spazzati via e la serata si è svolta regolarmente. Sei erano i gruppi musicali rimasti in gara, tutti proponenti pezzi inediti: i Latex Exam Gloves (acid rock sperimentale), i Lex 180 (punk rock), i Mondrian Oak (tra post rock e metal psichedelico), i Nibula (indie rock), i The Drunk Orchestra (punk rock con vene pop), e naturalmente i vincitori En Plein Air.
Ogni gruppo ha eseguito tre brani, di cui due già proposti nelle precedenti serate e uno nuovo. A giudicare le band, oltre al voto del pubblico, è stata una giuria di esperti, tra cui spicca il nome del produttore di fama internazionale David Lenci, proveniente dai Red House Studios di Senigallia. La classifica finale, in cui la giuria ha inciso per il 65% e il pubblico il 35%, è questa: 1. En Plein Air, 2. Latex Exam Gloves, 3. Mondrian Oak, 4. Nibula, 5. The Drunk Orchestra, 6. Lex 180. I primi tre gruppi avranno la possibilità di registrare un demo presso l'Homeless Recording Studio.
“Ci siamo impegnati molto di più, rispetto allo scorso anno, sotto il profilo della reclamizzazione dell’evento, sia con mezzi convenzionali che on-line”, sostiene Samuele Iesari, uno dei fondatori dell'Associazione Homeless. Per avvicinare il pubblico alla realtà dell'Associazione sono stati creati vari gadget, tra cui t-shirt, cappelli, promo-string. L'attività di Homeless è legata, più che a un genere particolare, “a un modo di fare musica: 'homeless', senza casa. In altri termini, il nostro obiettivo – prosegue Iesari - sarebbe quello di dare rilievo a musica e musicisti lontani dal circuito delle major, definibili comunemente 'underground' o 'indie', in ogni caso non compromessi con le esigenze del mercato”.
Per il futuro, lo stesso Iesari ritiene che l'esperienza di queste due edizioni del Rock Fest possano garantire un buon punto di partenza: proprio grazie ad acquisizioni quali “il know-how, l'abilità e la precisione nel predisporre l’organizzazione dell’evento” sono le carte giuste su cui puntare. L'obiettivo finale rimane, ad ogni modo, sempre uno: “Il nostro scopo è gratificare le band dando loro la profonda sensazione di non trovarsi ad una 'sagra' di paese, ma ad un concorso, che, per quanto in maniera limitata, potrebbe comunque incidere nel corso della loro carriera musicale”.