La foto del mese
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di Giorgio Cipolletta
“Se durante la visita a un museo di scultura antica entriamo in una sala deserta, ci capita spesso che le statue ci appaiono sotto un aspetto nuovo. La statua eretta su di un palazzo o un tempio, ovvero al centro di un giardino o di una pubblica piazza, ci si presenta sotto diversi aspetti metafisici.
Nel caso del palazzo, dove si staglia contro il cielo meridionale, essa ha qualcosa di omerico, un piacere severo e distaccato, con una punta di malinconia. Sulla piazza ha sempre un aspetto eccezionale, soprattutto se poggia su un piedestallo basso, in modo che sembri confondersi con la folla dei passanti, coinvolta nel ritmo della vita cittadina di tutti i giorni. Nel museo assume un aspetto ancora differente: ci colpisce per quel che ha di irreale.”
(Giorgio de Chirico, Statues, meubles et généraux, 1927)
Una pittura, quella di Giorgio De Chirico (Joseph Maria Albertus Georgius de Chirico), che rivoluziona radicalmente l’approccio con le arti visive e i nuovi linguaggi che si presentano nel XX secolo. La sua Metafisica ha il compito di mostrare il mistero, l’enigma. Una profonda segretezza che non si nasconde, ma appartiene all’intimità delle cose fisiche. Tranquilla bellezza della materia, che resta nuda nella sua instabilità e relatività dei linguaggi.
A Civitanova Marche Alta (MC) dal 13 luglio al 9 novembre 2008, a trent’anni dalla morte, si è tenuta una mostra d’arte dedicata al pittore greco dal titolo: “Giorgio de Chirico e il segno”.
Un percorso intenso, quello dell’artista, che va dal segno al disegno, dalla grafica alla scultura.
Una rassegna fatta di coraggio, che presenta il mondo dell’uomo e il mondo dell’artista.
Due universi divisi, ma uniti dalla genialità della creatività. In de Chirico il passato e il futuro si uniscono così, in segni eterni. Le immagini appaiono come ricordi, come quello “della camera grande e alta di soffitto” che l’artista conserva come prima reminescenza, una camera buia e triste con le lampade a petrolio. Un’indagine privata la sua, dove la memoria diventa autoritratto di se stessa. L’esaltazione dell’autoritratto contiene il valore vero della sua Metafisica.
La mostra è nata dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova Marche, l’Azienda Speciale Teatri di Civitanova, la Pinacoteca Comunale “Marco Moretti”, insieme a collezionisti, critici ed esperti.
Dopo la pop art di Picasso e il Surrealismo di Dalì e di Mirò, la pittura filosofica e affascinante di de Chirico approda a Civitanova Marche Alta, che rimane sempre in prima linea per la conservazione e la liberalizzazione della cultura artistica.
Un’altra esibizione di grande valore, terra marchigiana protagonista e testimone del valore dell’immensa storia dell’arte del Novecento.