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Edipo Re e le tragedie di Tebe

16-07-2009

di Marco Fiori

Nel suggestivo spazio aperto dell’Anfiteatro romano di Urbisaglia – in questa occasione caratterizzato da una temperatura non certo estiva, comunque in tono con il terso e freddo biancore delle luci dello spettacolo – il Balletto del Sud ha presentato, domenica 12 luglio, “Edipo Re e le tragedie di Tebe. Storia di un Re e di un complesso”.

Partendo dalle tragedie di Sofocle “Edipo Re” e “Antigone” e dai “Sette a Tebe” di Eschilo, il complesso salentino guidato dal coreografo Fredy Franzutti – per maggiori informazioni www.ballettodelsud.it – ha messo in scena una stilizzata rappresentazione “sudista”, nel senso del nostro Meridione, con costumi circa novecenteschi e bauli di cartone. Onestamente il dipanarsi della vicenda e dei suoi sottintesi non risultava sempre chiaro, pur nel composto virtuosismo dei danzatori e nell’apparente “facilità” della messa in scena. Il Mezzogiorno evocato è risultato a conti fatti molto cerebrale e assai poco sanguigno e caldo.

Punto di forza del balletto sono state le musiche di Igor Stravinskij, che nel 1927 presentò l’oratorio “Oedipus Rex”, su testo di Jean Cocteau “tradotto” in latino da Jean Danièlou. Il neoclassicismo del compositore russo si è rivelato particolarmente comunicativo e attuale, inglobando influenze seicentesche e ottocentesche in una partitura di potente suggestione ritmica.

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