La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Giorgio Cipolletta
Prima settimana di marzo,all'Accademia di Belle Arti di Macerata viene conferito al prof. Achille Bonito Oliva il titolo di Accademico Honoris Causa, insieme al Premio Svoboda, per il merito di "trasformare il critico d’arte nell’arte della critica".
L’Accademia delle Belle Arti compie 38 anni.
L’inaugurazione dell’anno accademico 2010 è dedicata all’arte contemporanea con l’illustre testimonianza dell’eccentrico critico d’arte e teorico della Transavanguardia italiana.
La direttrice dell’Accademia Anna Verducci apre l’anno accademico con il saluto delle autorità, dal Presidente della ragione Franco Capponi che afferma che l’Accademia è parte integrante del tessuto socio-culturale, all’assessore della cultura del comune di Macerata, Massimiliano Sport Bianchini che eleva a gioiello la preziosa istituzione accademica. Una visione dinamica a 360 gradi della società, dall’economia alla cultura, le quali insieme dovranno vivere in sinergia per sopravvivere.
Hanno continuato l’inaugurazione sia il presidente dell’Accademia Franco Moschini che il professore di storia dell’arte Stefano Chiodi con una breve prolusione inaugurale dal titolo "Il territorio magico nell’arte contemporanea".
La percezione del mondo è cambiata così come l’arte. L’arte oggi viene intesa come bene di consumo, come azione performativa. La nuova dimensione è glocal, tra globalizzazione e locale. Contaminazione, nomadismo e eventi mutanti, tutti elementi del XXI secolo. Anche il corpo stesso diventa oggetto estetico, strumento dell’azione contemporanea. Tutto questo produce un’osmosi delle esperienze e distruzione della tradizione monolitica.
La contemporaneità è una sfuggente materia che presenta un tempo complesso e contiene tutti i tempi compreso il futuro. Il contemporaneo è anacronico: dimensione plurale.
Achille Bonito Oliva delizia la sala gremita con la sua lectio magistralis breve ma efficace. Secondo il critico viviamo in un peronismo mediatico, in un monopolio dei media con stile di vita autoreferenziale. Siamo tutti divi davanti alla vetrina plastificata della televisione. La performance si sposta nella passerella prêt-à-porter. Potere e immagine hanno un rapporto di seduzione tele-vedente.
La bellezza ha modificato il suo status: da Baudelaire che sosteneva che la bellezza è un promessa di felicità a Rilke che affermava che la bellezza è l’inizio del tremendo. Un riassunto straordinario del concetto di bellezza.
Nelle arti i parametri erano stabili e definivano un concetto di bellezza (logocentrismo).
L’artista domina nel Rinascimento, rappresenta l’umanesimo trasfigurato nel mondo dell’arte. Con Macchiavelli si stabilisce, invece, la separazione tra etica e politica, trasformazione della natura in storia. Bonito Oliva propone durante gli anni Ottanta, attraverso la Transavanguardia, la Teoria del traditore come riserva mentale nella metafora e dell’allegoria, il liberarsi da qualsiasi norma, ideologia o potere. Il concetto di bellezza diventa oggi problematico e asimmetrico.
Durante l’impressionismo, nella metà dell’Ottocento, la bellezza vaporizza con Monet e le sue magnifiche Ninfee. Il tempo si sposta poi nell’interiore con il simbolismo, attraverso Van Gogh e Gaugain. Il bello interiore diviene recupero della bellezza dell’innocenza. Nel Cubismo, invece, all’inizio del Novecento la bellezza diventa geometrica e precaria, fino poi ad arrivare alla bellezza in movimento, quella del XX secolo. La rivoluzione diviene culturale con la pop-art di Andy Wharol considerato il Raffaello del contemporaneo e del quotidiano.
Con la Transavanguardia la crisi si sposta verso l’etica e l’estetica. È una bellezza in transito quella di oggi, una de-negazione freudiana: un’epifania dell’arte con sensibilità pellicolare e spettacolarizzazione fisiologica. Oggi esiste la sostituzione dell’essere per l’apparire con assistenza consumistica. L’arte non fornisce risposte, ma pone domande alla società.
L’arte in questo modo mette a nudo la civiltà nel suo disagio, mentre la moda fornisce la veste nel suo ingannevole spettacolo.
L’arte produce nuovi modi di comunicare e di conoscenza.
In questa crisi del XXI secolo, del grado zero, nel moto oscillatorio dove provoca rovine e macerie, l’arte scavalca il presente e cavalca il futuro.
Dal critico d’arte si passa all’arte della critica, questo è il messaggio e la vera rivoluzione di Achille Bonito Oliva.