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Cento anni di Futurismo

20-02-2009

di Giorgio Cipolletta

Filippo Marinetti pubblica il Primo Manifesto Futurista sul “Le Figarò” samedi 20 février 1909 a Parigi. Una pagina che cantava un Italia antica con desiderio di diventare moderna, tra industria che nasce e guerra in arrivo. Nasce così il primo movimento artistico d’avanguardia organizzato. Sorta prima come scuola letteraria, il Futurismo invade tutti i settori dell’arte dalla pittura al teatro, dal cinema alla danza. In occasione del centenario, nelle giornate dal 19 al 21 febbraio gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata insieme ai docenti hanno realizzato un evento artistico - culturale: ORECCHI OCCHI NARICI APERTI ATTENTI- Attualità del Futurismo.
L’evento si è tenuto presso gli spazi della Galleria Mirionima. Una riflessione dovuta sulle tematiche futuriste, che spesso vengono mal giudicate per via di un presunto legame con il fascismo.
Politica ed arte non devono parlare la stessa lingua, ma produrre significati diversi.

Conferenze, performance, lettura poesie futuriste de “ La tribù delle pupille ardenti”, musica, in un contesto e un’atmosfera futurista, per recuperare l’importanza di quel periodo così vivo e rivoluzionario, folle e autocosciente.
Una ricerca di un nuovo rapporto con il pubblico, modificazione dell’atteggiamento, ricerca di un nuovo linguaggio in cui lo spettatore diventa parte attiva del processo creativo.
Il rapporto con la società è elemento di primissima importanza, un’educazione artistica tra futuro e passato. La novità come stimolo alla vita. Il Futurismo amalgama forza, e soggetto. Sulla valenza politica del futurismo per alcuni congenitamente fascista, per altri sovversivo Forse è solo difficile da categorizzarlo.

Il Futurismo e Macerata sono due realtà legate fra loro già dal 26 giugno del 1922 nella IV Sala dell'Esposizione Provinciale d'Arte al Convitto Nazionale di Macerata, alcune opere di Balla, Boccioni, Depero, Fornari, Marasco, Paladini, Prampolini, Scirocco, Sironi e del curatore dell'esposizione Ivo Pannaggi che fu il primo contatto diretto della città con il Futurismo.

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