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Caro De Andrè, "una goccia di splendore consegnata all'umanità"

02-03-2009

di Claudia Zavaglini

L’otto febbraio il cineteatro Don Bosco di Tolentino ha ospitato lo spettacolo Caro De Andrè, per ricordare, a dieci anni dalla morte, il grande cantautore genovese.

Entriamo nel cine-teatro all’ultimo minuto, sono le 17,40. E’ completamente pieno, non più un posto a sedere; gli ultimi arrivati sono in piedi in fondo e ai lati della sala, appoggiati al muro: la voce di Carlo Bonanni e l’Orchestra Intermusic continuano, ancora e sempre più, dopo dieci anni, a riempire le piazze, le sale, ovunque si fermano a far tappa, incoraggiati ogni volta dalla moltitudine eterogenea dei fan, sempre più numerosi: si pensi che il gruppo dedicato allo spettacolo conta soltanto su Facebook 423 membri! Tante persone unite soltanto dall’amore per De Andrè, la sua musica e la sua poesia.

La luce si spegne, eccoli sul palco… sempre con la stessa instancabile voglia di raccontare Fabrizio alla gente, di portarlo negli orecchi e poi nei cuori. Carlo Bonanni è come sempre seduto, la chitarra in mano: a guardarlo da lontano diresti quasi che è Fabrizio.

Creuza de Ma dà inizio allo spettacolo che, toccando successi vecchi e più recenti, viene seguito da un pubblico sempre più coinvolto ed entusiasta. A fare da filo conduttore è il tema prediletto da De Andrè “quella dell'esaltazione degli esclusi, dei perdenti, dei soli (è così che va inteso il titolo Anime Salve, etimologicamente “spiriti solitari”, ndr), di chi vive al margine di questa società corrotta che crede oramai solo in falsi valori. Ecco allora i rom nella malinconica Khorakhanè, le prostitute ne La città vecchia o in Via del campo, la divertente e sprezzante satira sui benpensanti in  duménega” (E. Peretti).

Dopo una breve pausa, la seconda parte dello spettacolo vede l’entrata in scena di Ellade Bandini. Batterista storico di De Andrè, lo accompagnò sul palco dal 1984 al '98 e suonò per la registrazione dell’ultimo capolavoro di Faber: Anime salve. Non solo: Ellade Bandini ha collaborato con grandissimi cantautori della portata di Concato, Vecchioni, Branduardi, Guccini e molti altri ed è oggi uno dei più grandi e apprezzati batteristi italiani. Ellade saluta Carlo, il pubblico e poi si siede alla batteria e il concerto continua con altri successi fino alle classiche Bocca di Rosa, La guerra di Piero, Il pescatore e Volta la carta.

Al termine dello spettacolo sono intervenuti il presidente della provincia Giulio Silenzi e l’assessore alla Cultura del Comune di Tolentino, che, dopo aver ringraziato Ellade Bandini e avergli donato un volume dedicato al teatro Vaccaj, lo hanno invitato a tornare nella nostra provincia.

Il successivo appuntamento è stato il 21 febbraio a San Benedetto del Tronto. Il Caro De Andrè dunque, continua ad andare avanti, “per obbligo della rivelazione e del non abbandono” (Bonanni), ”per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità…” (De Andrè). Sembra quasi di sentire risuonare, in tutta la loro musica e nel loro stesso “fare” un verso che ripete “per la stessa ragione del viaggio, viaggiare” (De Andrè).

Per informazioni sullo spettacolo, la storia e gli elementi dell’orchestra, le date dei concerti, le foto e molto altro, si segnala il sito ufficiale www.carodeandre.it.

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