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Caffè filosofico sulla nonviolenza

06-11-2009

di Claudia Zavaglini

Stasera, venerdì 6 novembre alle ore 21 al Pathos Cafè, si terrà un incontro, o meglio un caffè filosofico, sulla parola “nonviolenza” e il suo significato con l’apporto di Vesna Bijelic, Presidente Associazione Nazionale Psicofilosofi, che per l’occasione vestirà i panni del moderatore

L'iniziativa rientra all'interno del VivaFestival, dedicata alla nonviolenza e all’integrazione. Abbiamo contattato Federica Curzi, dell’Associazione Viva, per saperne di più.

VivaFestival nasce dall’idea di “parlare di nonviolenza” e di “metterla in relazione con argomenti della vita quotidiana, per riuscire a farla diventare un argomento frequentabile da tutti, divulgarne il messaggio e le fonti”. E’ così che, dai dialoghi della nonviolenza si è arrivati alla costituzione dell’Associazione Viva e, nel 2007, al primo VivaFestival. “Il festival riprende l'intenzione originaria di divulgare la nonviolenza, ma aggiunge un altro elemento, ovvero quello di parlare attraverso i molti linguaggi della cultura e delle arti” ed è per questo che VivaFestival è, allo stesso tempo, teatro, dibattito, cinema d’animazione, dialoghi, installazioni artistiche ma anche molto altro ancora.

L’edizione odierna, partita il 31 ottobre, appare allora quasi l’acme di un percorso iniziato ormai da tempo nonché l’edizione “che più assomiglia all'intento originario”.
Specifica Federica Curzi: “La nonviolenza non è da identificare con il pacifismo, dato che può essere chiamata in causa non soltanto all'interno di conflitti armati e di guerre”; al contrario “inizia molto prima della guerra”. La nonviolenza è “nello sguardo sul mondo che hanno le persone, nello sguardo sull'altro, nel riconoscere la dignità, la libertà, l'eguaglianza, i diritti fondamentale degli esseri umani”.
Il festival si è aperto con lo spettacolo "Da Venerdì a Domenico, il viaggio di Robinson Crusoe”, svoltosi il 31 ottobre a Villa Potenza e dedicato ai temi del colonialismo, della schiavitù e della relazione con l’alterità.

Il 12 novembre si svolgerà dapprima una lezione magistrale sul cinema d’animazione (Sala Svoboda dell’Accademia delle Belle Arti, ore 12), poi una rassegna di corti animati sui temi del festival (Sala Svoboda, ore 16) ed infine, dalle ore 18,30, lungo le vie del centro di Macerata, l’artista Simone Alessandrini curerà un’installazione site-specific, permettendo ai passanti di vivere con lui l’esperienza della costruzione dell’installazione e quindi di condividere con lui un “tempo creativo”.

Il 17 novembre (Pathos Cafè, ore 21) Amico Dolci guiderà, mediante la“pratica della maieutica reciproca”, un dialogo sulla nonviolenza. Per finire, il 18 novembre il festival si concluderà con il monologo “Il razzismo è una brutta storia”, di e con Ascanio Celestini (Teatro Lauro Rossi, ore 21,15).

“Vorremmo creare le condizioni per immettere nel vocabolario e nella prassi di ogni giorno gli atteggiamenti e le possibilità offerte dalla nonviolenza come stile di vita”, conclude Federica Curzi. 

Per ulteriori informazioni: 328/1655802; viva.nonviolenza@gmail.com; www.facebook.com/group.php?gid=162331674892&ref=ts.

 

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