| |

La foto del mese

Giovanni Allevi al piano di UniMc
Foto di Pixelmatica Macerata

Archivio »

Addio Ninetta

23-02-2009

di Giorgio Cipolletta

Tutto bove, tutto bove, Offida si svegli a suono di coro, durante il periodo di carnevale, nei giorni che intercorrono tra il 17 gennaio (festa di sant'Antonio Abate) ed il Martedì Grasso.
Le origini del carnevale offidano risalgono alla metà del 1700. Le storie locali dicono poco o nulla sulle origini di questa manifestazione; per alcuni essa è la rievocazione di antiche corride introdotte dagli Spagnoli, per altri si tratta, della rappresentazione di un' antica usanza finalizzata ad allietare le mense dei poveri nel giorno di carnevale, consistente nel mettere a disposizione la carne di un bue precedentemente cacciato e mattato.

E' certo che fino al 1819 il bue era vero come attestato da alcuni testi. La tradizione del bov fint viene rispetta ogni anno, ogni venerdì grasso. Nel primo pomeriggio, un bove fatto da un'intelaiatura di legno e ferro, coperta da un panno bianco e portato a spalle da due uomini, comincia a girovagare per le vie centrali del paese fino ad arrivare in piazza dove la folla, vestita con il guazzarò, veste ufficiale dell’offidano, bianca e larga, una volta usata per i lavori di campagna, istiga il bove con urla. La festa termina con la simbolica uccisione del bove al quale vengono fatte toccare le corna su una colonna del palazzo municipale. L'atto finale è una processione del bove morto per le vie del paese cantando l'inno del carnevale offidano: Addio Ninetta addio…

Copyright © Università degli studi di Macerata