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di Giorgio Maccaglia
A Montelupone si è svolta la seconda edizione del Premio internazionale di satira e caricatura “Gabriele Galantara", promosso dall'amministrazione comunale e dal Centro Studi a lui intitolato, ivi costituitosi , nel giugno 2007 in occasione del settantesimo anniversario dalla scomparsa dell’artista. E’ un’ associazione senza fini di lucro, apartitica ed aconfessionale diretta da Fabio Santilli.
L’obiettivo che si è posto è quello di promuovere e favorire l’osservazione, l’analisi e l’approfondimento dell’arte satirica e caricaturale, prendendo come riferimento la figura e l’opera di Gabriele Galantara.
Dalla collaborazione del Centro con l’Ufficio Storico della Polizia di Stato, la Biblioteca del Ministero dell’interno, nasce il volume “In nome della legge……..tracce satiriche della Polizia italiana tra Otto e Novecento”, che ripercorre , attraverso le modalità comunicative dell’arte satirica, l’attività della Polizia italiana.
Un saggio, frutto di una lunga ricerca in cui le varie parti costituiscono un unicum entro il quale si riconoscono diverse espressioni comunicative e artistiche che, oltre alla caricatura, includono il fumetto, la letteratura, il teatro.
Il satirico non si pone l’obiettivo di far ridere, come fa il comico, ma di far riflettere attraverso lo smascheramento delle contraddizioni.
L’arco temporale preso in considerazione inizia con l’istituzione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, nel 1852 e termina con l’avvento del fascismo e con lo scioglimento della Regia Guardia, nel 1922.
Galantara è stato un caricaturista di talento, energico, idealista.
Un esempio assoluto.
Tra i suoi insegnamenti, la fedeltà all’impegno e l’immensa forza che può derivare dal convinto senso della giustizia, dalla dignità.
L’asino, settimanale dal carattere anticlericale, da lui fondato nel 1892, anno del primo governo Giolitti, fu tra i primi a denunciare la vastità dello scandalo della Banca romana e a segnalare i numerosi uomini politici coinvolti, attraverso le sue riuscitissime vignette e caricature.
La parte visiva contribuì al successo del giornale che si rivolgeva ad un target in buona parte analfabeta o scarsamente alfabetizzato, non influenzabile dalla stampa “seria” .
L’archetipo satirico del poliziotto che si va delineando nella satira di età liberale, assume sempre di più le sembianze dell’aiutante del “cattivo” di turno.
Un immagine ricavata da un preconcetto, emerso a poco a poco nella coscienza popolare che vedeva nel rappresentante della legge, il braccio armato del dominio senza barriere del potente di turno.
Una tipizzazione dello sbirro “servo del sistema”. Ma Galantara riesce a percepire sotto la divisa del poliziotto, l’aspetto emaciato e rassegnato di sfruttato, donandogli forse, per la prima volta, quella umanità che sia lui sia tutta la stampa satirica nazionale di epoca liberale gli avevano sempre negato.
E’ proprio a questa figura di uomo in uniforme al quale l’autore si rivolge, nella copertina dell’Asino del 9 settembre 1906, con la sua immediatezza, contrapponendo ai capi di stato che mangiano a un desco ricolmo di monete, non il classico lavoratore sfruttato, ma gli stessi tutori della legge riuniti intorno ad un tavolo apparecchiato con i piatti vuoti.