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Foto di Pixelmatica Macerata

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di udia Zavaglini
Finalmente è sbarcato anche nelle Marche “Chi nasce tondo…”, secondo lungometraggio di Alessandro Valori, presentato a Macerata il 15 ottobre e proiettato al Multiplex di Piediripa il giorno successivo.
Partiamo dal regista. Maceratese, classe 1965, occhi allegri, tanto entusiasmo e una certezza: che il cinema italiano abbia ancora molto da dare. Dopo aver diretto cortometraggi, documentari, videoclip musicali, il backstage di un film di Bellocchio e il lungometraggio “Radio West“, Alessandro Valori ha realizzato il piccolo capolavoro che è “Chi nasce tondo…”, pensato inizialmente come un progetto formativo ed educativo e diventato poi un film autonomo e altamente sperimentale, “indipendentissimo”, come sottolinea spesso Valori, quasi riversando in quel superlativo tutta la sua soddisfazione.
Il film, uscito nelle sale il 16 maggio scorso, sponsorizzato dalla scuola di cinema Digital Desk e dall’Assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma, è nato con l’obiettivo, pienamente raggiunto, di avvicinare al mondo cinematografico gli studenti di cinque istituti superiori romani, perché potessero rendersi conto di cosa è davvero il cinema, delle prospettive lavorative che offre, di quanto c’è davvero dietro un film.
In questo lungometraggio, frutto di una vera ricerca di sperimentazione, tanto dal punto di vista stilistico quanto da quello tecnico, il regista e gli sceneggiatori hanno voluto riportare in primo piano i personaggi minori di questa Italia e tutta una realtà che di solito si preferisce “nascondere sotto il tappeto” e lo hanno fatto non solo guardando alla commedia italiana, ma anche con i modi di un neorealismo al tempo stesso amaro e ironico. Il tema sociale affiora nell’ilarità suscitata tanto da un romanesco efficace e colorito, quanto dalle immagini stesse, e tocca tanto la terza età di “Nonna Italia” come di tutte le nonne, quanto la terza età di “Nonna Italia” metaforicamente intesa.
La critica ha accolto il film molto calorosamente, così come ha fatto il pubblico. Un pubblico, purtroppo, per ora esiguo, visto le scarse possibilità di distribuzione di un film come questo, realizzato interamente su supporto digitale e destinato, dunque, a collidere con la difficile situazione delle sale italiane, in gran parte non attrezzate per la proiezione di film digitali.