La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Donato Gualtieri
Il 10 dicembre 1948 è una di quelle date che marcano il passaggio da uno stadio all’altro della storia dell’uomo: dopo millenni di barbarie, discriminazioni e crimini efferati contro l’umanità, culminati nelle scelleratezze e negli atroci bagni di sangue delle due guerre mondiali, i rappresentanti dei Governi e dei popoli del pianeta si riunirono a Parigi per stilare un documento che potesse segnare un reale punto di svolta.
La Dichiarazione universale dei diritti umani, scaturita dai lavori svolti in seno alle Nazioni Unite, poneva le basi per un avvenire diverso nel campo del diritto umanitario: da quel momento, sarebbe stato possibile mettere in salvo le vite di milioni di persone e, allo stesso tempo, salvaguardarne la dignità e garantire il rispetto di diritti che erano stati calpestati e ridotti a carta straccia.
A sessant’anni da quell’avvenimento cruciale per il destino dell’umanità è importante sottolineare quanto significativi e radicali siano stati i cambiamenti e i miglioramenti nel campo del rispetto dei diritti e della dignità dei singoli e dei popoli, ma è altrettanto necessario avere il coraggio di scuotere le coscienze sulle ancora numerose e, purtroppo molto spesso ignorate, violazioni della stessa Carta che è al centro delle celebrazioni attuali. Per citare solo pochi esempi, si possono annoverare nella lista nera delle violazioni ai diritti fondamentali dell'uomo i casi della martoriata regione africana del Darfour, degli eccidi in Myanmar, delle repressioni all’ordine del giorno in Cina e in molti Paesi islamici, dell’incuranza con cui è stata accolta la, pur non vincolante, risoluzione dell’Assemblea Generale dell’Onu che poneva una moratoria sulle esecuzioni capitali.
Nonostante questi numerosi eventi lascino disperare su una possibile portata realmente universale della Dichiarazione sui diritti dell’uomo, è fondamentale utilizzare questo anniversario per permettere soprattutto ai più giovani di familiarizzarsi con il linguaggio del rispetto della dignità dei propri simili: è per questo che particolarmente apprezzabile è stato il calendario degli eventi curati dal Comune di Macerata per celebrare la ricorrenza. Protagonisti sono stati infatti, durante l’arco della giornata, gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado: a partire dagli incontri con la fondazione Avsi e con l’associazione “Amnesty International”, fino alla “Marcia della pace” che ha coinvolto i ragazzi del circolo didattico Fratelli Cervi, per passare attraverso il convegno sul tema dei diritti umani tenuto nell’Aula Magna dell’Itc. Il momento più significativo è stato quello della fiaccolata notturna per le vie del centro storico, a cui è seguito un interessante dibattito con proiezione di filmati sul tema.