La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Donato Gualtieri
Senza dubbio esistono monumenti che più di altri caratterizzano una città e la rendono unica. Per Macerata, il tratto di unicità è sicuramente la presenza di uno dei teatri all’aperto più grandi d’Italia, lo Sferisterio. Questa maestosa opera, frutto dell’ingegno dell’architetto Ireneo Aleandri e realizzata grazie alla filantropia di “cento consorti”, come testimonia l’iscrizione sulla facciata, cioè privati cittadini che si auto-tassarono per finanziarne la costruzione e destinarla al “pubblico diletto”, fu inaugurata il 5 settembre del 1829. Riguardo alla cerimonia di inaugurazione, resta avvolto nella leggenda l’episodio di una mongolfiera che dovette essere abbattuta a colpi di archibugio a causa delle avverse condizioni meteorologiche .
Originariamente questa struttura non fu destinata alla rappresentazione di spettacoli teatrali né fu utilizzata come sede per concerti musicali, come sarebbe logico immaginare al giorno d’oggi. Infatti, lo scopo principale per cui nacque lo Sferisterio fu la volontà di permettere ai maceratesi di praticare o di assistere alle partite di uno “sport” all’epoca molto in voga: la palla col bracciale. Per ben 91 anni, lo Sferisterio fu quindi sede di eventi sportivi e spettacoli circensi, e ospitò addirittura alcuni match della locale squadra di calcio. Solo nel 1920 l’impianto venne sottoposto a radicali modifiche, con la costruzione di un ampio palcoscenico parabolico, con lo spazio per l’orchestra subito a ridosso e la numerazione delle poltrone, in modo che fosse in grado di ospitare le prime rappresentazioni liriche. Il debutto della “Stagione lirica” si ebbe nell’estate del 1921 con l’Aida di Giuseppe Verdi. A tutt’oggi è opinione corrente, tra addetti ai lavori e famosi cantanti lirici, che la struttura maceratese sia ineguagliata, a livello nazionale e non, per l’acustica ottimale. Alla lirica si è aggiunta, dal 2005, la rassegna “Musicultura”.