La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Chiara Fonzi
Sentenzia l'etichetta.
"Lavatrice, quand'è che arriverà l'ultimo risciacquo? Potresti farmi un cenno, gentilmente?".
Finalmente i tiepidi raggi di sole autunnali riescono a perforare lo strato di nubi bianche che avvolge il tetto della città da oltre una settimana.
È tempo di fare il bucato!
La lavatrice dell'appartamento è un po' attempata, di conseguenza il libretto delle istruzioni non si trova in casa, potrebbe essersi già più volte trasformato grazie ai moderni processi di riciclaggio. O forse quando è stato buttato il riciclaggio addirittura non era ancora contemplato.
Comunque, al di là delle sorti di quel magico libretto, ora ci troviamo faccia a faccia con Lavadora, che se ne sta lì omertosa sul da farsi, benché porti ancora sul volto i segni delle centinaia degli altrui lavaggi di cui si è resa fautrice e testimone. Le altre coinquiline sono impegnate all'università, perciò dovremo cavarcela da sole, Lavadora.
Mentre premo l'ultimo pulsante, sperando che la señora non faccia scherzi al momento in cui mi riconsegnerà il mio vestiario lindo e pinto, guardo fuori dalla finestra.
Sembra che tutta la città non aspettasse altro che questa giornata luminosa e leggermente frizzante per stendere sul filo la propria biancheria.
I panni stesi sono come il carrello della spesa: andando per stereotipi ci si può divertire ad indovinare qualcosa sul mondo del prossimo. Ad esempio, al filo dell'appartamento di fronte la mia camera sono appese solo tute da ragazzo, asciugamani e un pelouche: ragazzo sportivo che vive da solo, ma fidanzato. La mia coinquilina stende mutande monocolore, pratici calzini di spugna e felpe... infatti studia le scienze della materia ed è una tipa molto pratica. Se mi affaccio, sulla mia testa penzolano lenzuola bianche e tovaglie a fiori, senz'altro al piano di sopra vive una signora. Noi non sappiamo nemmeno cosa sia una tovaglia, mangiamo sopra al tavolo e solo una di noi lo pulisce... le altre si limitano a scansare i piatti della colazione di chi ha mangiato prima. Al piano di sotto, invece, hanno steso tanga variopinti, calzini dalle fantasie a pallini, righine e pupazzetti, insieme a lenzuola dai colori shocking: appartamento di studentesse spagnole, magari materie artistiche o umanistiche, chissà. Lassù, abiti di tutte le dimensioni: famiglia con almeno tre figli! Sempre di fronte, ben tre corde occupate interamente da magliette, gonne e calze nere... lì potrebbe abitare una tizia dal look un pò dark... o forse è semplicemente una ragazza metodica e precisa, che ha lavato i capi neri tutti insieme.
Il gioco finisce qui, Lavadora ha smesso di simulare il decollo e se ne sta ammutolita già da qualche minuto, credo abbia finito di centrifugare. Ed ora mostriamo a tutti i nostri panni puliti, e chissà che qualcun altro non si diverta a indovinare a chi appartengono...