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TRADIZIONI. Peppe de Birtina: genio musicale… e non solo

23-03-2009

di Andrea Accattoli

Quella di Peppe de Birtina è la storia di un personaggio caratteristico della nostra regione, che nel corso della propria vita ha messo in pratica i valori autentici di una volta e le tradizioni di cui si è sentito sempre portavoce. Il carisma e l’energia che trasmetteva a chiunque lo conosceva lo rendeva unico. Peppe de Birtina è figlio del nostro territorio: nacque ad Appignano nel 1925 e fin da piccolo imparò il mestiere del falegname, che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita insieme alla sua passione principale, la musica.
Riusciva a dilettarsi con qualsiasi strumento gli capitasse a tiro, dal clarinetto nella banda del paese alla tastiera, che leggenda vuole lui abbia imparato a suonare dipingendo i tasti su una tavoletta di legno.

Il periodo della guerra frenò soltanto in parte la sua volontà di diventare un celebre musicista, ma ne contribuì a rafforzare il carattere. Nel frattempo continuava a scrivere testi di canzoni e non si rassegnava a non avere occasione di suonarle in pubblico.

Gli anni successivi sono stati caratterizzati da un costante avvicinamento alla musica. In questa fase la comunità appignanese ha avuto l'enorme merito di fornirgli mezzi e strumenti, anche economici, per assecondare la sua passione.
Durante gli anni della sua giovinezza, Peppe si appassionò allo strumento che lo avrebbe reso celebre in tutta Italia: la fisarmonica. Le sue apparizioni in pubblico durante feste, cene e sagre paesane avvenne, però, non prima dei suoi trenta anni, quando, in compagnia di sua sorella Lina e di una piccola orchestra, iniziò a riscuotere popolarità in ambito provinciale. La sua paga potevano essere un cachet in denaro, ma anche prodotti alimentari.

Intanto, Peppe continuava con il proprio impegno tanto nella tenace passione per la musica quanto in quella più pratica del falegname. Il successo non tardò ad arrivare e a premiare i suoi sforzi: come compositore iniziò a partecipare a numerosi festival di musica leggera, durante i quali le sue canzoni venivano interpretate da celebri artisti dell’epoca, come Nilla Pizzi. Successivamente partecipò anche come cantautore, accompagnato dall’inseparabile sorella Lina, a numerose manifestazioni canore.

Il suo nome iniziò a diffondersi anche in altre ragioni, in particolare in quelle settentrionali.
Nonostante sia considerato uno dei pionieri dell’internazionalizzazione commerciale nelle Marche, sfortunatamente la crisi del settore mobili colpì anzitempo la sua impresa e negli anni Ottanta fu costretto a cedere la propria attività. La sua vita proseguì sempre all’insegna della musica e delle manifestazioni, che prese ad organizzare anche per tramandare alle nuove generazioni la storia della sua gioventù. Peppe ci ha lasciati nell’inverno del 2005, ma il suo ricordo e la sua passione traspaiono ancora vivissimi dalle sue opere e dalle vicende della sua vita.

Sarà sempre ricordato da coloro i quali lo conoscevano come un originalissimo cantastorie, ma soprattutto come un uomo poliedrico del nostro territorio, imprenditore e musicista, del quale dobbiamo tener sempre vivo il suo ricordo.

 

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