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di Marco Luzzi
La vostra carriera stenta a prendere il volo? Non riuscite a mettervi in forma per la prova costume? Siete sempre stanchi e vagamente confusi? Probabilmente la colpa è dei vostri cassetti disordinati.
Arriva dagli Stati Uniti (e da dove, se no?) la nuova follia new age che unisce le vecchie minacce pedagogiche della mamma, tipo “Se non metti a posto la tua camera chiamo l’Ufficio d’Igiene!”, alla saggezza millenaria cinese: lo space clearing, cioè fare le pulizie.
La disciplina mistica del feng shui insegna da 4000 anni i principi secondo i quali gli oggetti e l’orientamento della nostra casa influiscono sulla nostra vita ad un livello molto profondo, ma così profondo che, mentre la scienza ufficiale non lo ha ancora trovato, è riuscito felicemente nell’impresa un gotha di architetti e motivatori personali che rispediscono al mittente ogni accusa di ciarlataneria, trascinandovi in un’aula di tribunale molto mal disposta dal punto di vista spirituale, soprattutto per il querelato.
Bisogna, infatti, sapere che i nodi energetici che passano attraverso la nostra casa o il nostro luogo di lavoro influiscono su tutta una serie di ambiti della nostra vita: carriera, auto-realizzazione, famiglia, fama, relazioni, amicizia e via discorrendo.
Gli idoli consunti da uccidere per emanciparsi sono due: “non si sa mai, potrebbe tornare utile” e il suo perfido gemello “è costato una fortuna!”. Una volta compiuta questo omicidio rituale potremmo giungere alla grande verità che non è bene tenere in casa “oggetti che non abbiano una funzione pratica o che non siano belli e gradevoli”.
Se non siete stati tramortiti dalla luce di questa grande rivelazione (e non siete già corsi a gettare nell’indifferenziata il quadro dei cani che giocano a poker), possiamo ingoiare la prossima sconvolgente pillola rossa e scoprire che “la casa va pulita a fondo almeno una volta l’anno”, possibilmente in prossimità dell’equinozio di primavera, stando bene attenti - strano ma vero - a sbattere i tappeti e perfino spolverare sopra il tavolo.
Molta attenzione va riservata alla camera da letto, il luogo dove ricarichiamo ogni notte le nostre batterie bioenergetiche. Essa dovrebbe essere sgombera il più possibile da qualsiasi oggetto o arredamento, armadi compresi: se abitate in un monolocale di 35 metri quadri, potete provare a tenere la camicie in ascensore, ma vi serve il permesso dell’amministratore di condominio. Anche le rappresentazioni grafiche sono nemiche della nostra pace interiore, perciò è tempo di gettare via il quadro appeso sopra la spalliera del letto (specie se avevate scelto l’Inferno di Hieronymus Bosch).
Ora che avete appreso tutti gli antichi segreti zen dell’interior design potete finalmente riequilibrare tutte le vostre energie, magari col saggio consiglio di un esperto. Come riconoscerne uno serio? Di solito percepisce uno stipendio più alto di un neurochirurgo (e casa sua è piena di robaccia costosissima).