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Santiago: miti studenteschi

02-03-2010

di Chiara Fonzi

La vita degli studenti è ricca di tradizioni bizzarre e riti scaramantici, figuriamoci quando parliamo di studenti erasmus, che forti della lontananza dall'occhio vigile della famiglia non mettono (quasi) nessun freno alla loro voglia di divertirsi.
Per di più la Spagna è famosa per la sua vita notturna, ricca di alternative invitanti e a volte un po' strambe.

Il rally!
L'impresa in cui nessuno studente erasmus a Santiago de Compostela è mai riuscito (deve essere per forza così, capirete presto il perché) è quella di compiere il rally Paris-Dakar. Non stiamo parlando della famosa corsa automobilistica Francia-Senegal, ma del percorso cittadino che si estende per tutta Rua do Franco, dalla Cafeteria Paris alla Cerveceria Dakar. Fosse fatto di corsa non sarebbe un proposito ambizioso, ma il punto è che per vincere bisogna fare tappa in ognuno dei 48 bar situati tra i due principali. Ognuna delle birrerie in cui gli studenti si fermano a bere qualcosa è provvista di timbro. Ci si presenta con un foglio di carta, perché chiaramente si desidera conservare il ricordo e comprovare la propria impresa ai posteri, ma è umanamente impossibile arrivare al termine della via soffermandosi proprio in ogni bar. Perciò, ad oggi non c'è memoria di alcun vincitore, solo di serate finite un po' troppo in allegria. D'altra parte ogni mito, per rimanere tale, deve essere inarrivabile...

Esprimi un desiderio!
Le birrerie della notte non offrono soltanto rally e bicchieroni di Estrella Galicia, la birra galiziana per eccellenza. In tutti i locali cittadini fatti di pietra (cioè la maggioranza) gli studenti hanno dato inizio ad un'altra bizzarra usanza. Si appoggia una moneta da 1, 2 al massimo 5 centesimi in equilibrio tra le pietre del muro, esprimendo un desiderio, il giorno in cui la moneta cadrà il desiderio espresso sarà realizzato. Un po' come le fontane italiane...

Flirta con le due Marie!
La statua chiamata "Le due Marie" o "Le due in punto" rappresenta Maruxa e Corelia, due anziane sorelle dei tempi che furono, che solevano passeggiare a braccetto per il parco dell'Alameda ogni giorno dalle 2 del pomeriggio. Le signore passavano il loro tempo a flirtare con gli studenti universitari, che ricambiavano per scherzo le occhiatine delle due, fingendosi innamorati. Maruxa e Corelia vestivano colorato, per burlarsi del tempo spesso uggioso che caratterizza la città, e la statua che rende loro omaggio, nel bel mezzo del parco, è anch'essa colorata. Oggi non solo ogni studente, ma anche ogni turista che si rispetti, si scatta una foto con le due signore, meglio se in atteggiamenti suadenti.

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