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Salva il territorio, cresce l'azienda

01-04-2009

di Maria Rita Sciarrone

“Se il tema della responsabilità sociale ricorre spesso è evidente che ce n’è bisogno”. Si apre con questa affermazione della preside della Facoltà di Economia, Antonella Paolini, il workshop che vede presenti Federico Niccolini, docente di organizzazione aziendale, Luca Natale, responsabile ufficio comunicazione del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Enrico Loccioni, presidente del Gruppo Loccioni e Renzo Libenzi, manager del Gruppo. L’occasione è la presentazione dell’ultima monografia del professor Niccolini, Responsabilità sociale e competenze organizzative distintive.

“Le aziende - afferma Niccolini - si sono sempre poste in modo passivo nei confronti dell’ambiente, prendendo il più possibile per arricchirsi internamente. Oggi aziende pubbliche come il Parco Nazionale delle Cinque Terre, e private come il Gruppo Loccioni, hanno capito che è importante crescere e migliorare insieme all’ambiente, in modo responsabile”.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è l’emblema del legame che l’uomo ha da sempre stabilito con la natura. Dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità nel 1997, il territorio delle Cinque Terre ha richiesto e ottenuto l’istituzione del Parco Nazionale nel 1999. Da allora ha iniziato un percorso nel tentativo di recuperare il paesaggio viticolo terrazzato, abbandonato negli anni Sessanta per la sua particolare difficoltà di coltivazione.

8.400.000 chilometri di muretti a secco per un’estensione lineare più grande della Muraglia Cinese, cinquemila abitanti e due milioni e mezzo di turisti che ogni anno visitano questo splendido gioiello incastonato nel Golfo di La Spezia. Questi i numeri delle Cinque Terre dove si è riusciti con un enorme successo a coniugare sviluppo e sostenibilità. “Anche se - afferma Niccolini - sarebbe meglio parlare di responsabilità per non incorrere in un ossimoro”.

Responsabilità nel caso delle Cinque Terre vuol dire una nuova idea di Parco, scegliendo di salvaguardare non più soltanto l’ambiente, ma anche la cultura del luogo e dei suoi abitanti. Il coinvolgimento della popolazione locale è stato fondamentale per la conservazione del paesaggio culturale che ha nei terrazzamenti la sua espressione più visibile. Dalla lavorazione faticosa di questa terra nasce, infatti, un vino pregiatissimo, doc dal 1973, lo Sciacchetrà, definito da Carducci “l’essenza di tutte le ebbrezze dionisiache”. Responsabilità nei confronti della popolazione locale ha significato, ad esempio, la realizzazione di una televisione locale, l’utilizzo di mezzi di comunicazione gratuita altamente avanzati come skype, la realizzazione di un asilo nido che ospita ventotto bambini, segno evidente che negli ultimi anni la popolazione locale ha deciso di rimanere in loco; l’istituzione di un ticket che dà la possibilità di fare il bagno in alcune zone dell’area marina protetta soltanto ai turisti che alloggiano nelle strutture con marchio di qualità ambientali.

Nel caso del Gruppo Loccioni, responsabilità sociale ha significato la costruzione di un parco attorno lo stabilimento, l’attenzione nei confronti dei propri collaboratori e del loro benessere in azienda, la realizzazione della prima abitazione energeticamente autosufficiente, la destinazione del 4% del fatturato alla ricerca: sono solo alcuni esempi di un’agire con responsabilità che per Enrico Loccioni vuol dire prima di tutto responsabilità nei confronti di se stessi e del territorio che ci circonda “ed è la dimostrazione - ha concluso Niccolini - di come queste non siano Pie illusioni ma che un mondo migliore e più responsabile sia davvero possibile”.

ERRATA CORRIGE

Inviato da Maria Rita Sciarrone il 23/04/2009 09:48
La lunghezza dei muretti a secco è di 6.720.000 metri, cioè 6.729 km. La cifra che ho inserito (8.400.000) si riferisce ai metri cubi e non ai km.Scusate per la svista
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