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di Claudia Zavaglini
Poche persone sono consapevoli delle problematiche e degli inconvenienti legati ai sacchetti di plastica del supermercato. Per loro, rispondere con un “sì, grazie” al cassiere che chiede: “le do una busta?”, è ormai prassi. Accettare o chiedere i sacchetti è un’abitudine niente affatto salutare per l’ambiente, se solo si pensa a quante risorse sono necessarie per produrre e smaltire un oggetto apparentemente così innocuo.
Per prima cosa, la plastica deriva dal petrolio e impiega decenni a fotodegradarsi, mediante scomposizione in particelle tossiche per l’ambiente; a questo va aggiunto il fatto che molti sacchetti di plastica vengono incivilmente abbandonati e spesso finiscono col raggiungere fiumi e mari, dove assorbono altri contaminanti tossici già presenti nelle acque e possono produrre alterazioni a livello sia riproduttivo che ormonale tanto nella fauna marina che nell’essere umano. Non solo: i sacchetti di plastica uccidono circa centomila esseri viventi all’anno, un dato che potrebbe sconcertare se fino ad oggi si è pensato alla busta della spesa soltanto come a un oggetto utile e comodo.
E’ proprio per far conoscere le potenzialità distruttive del sacchetto di plastica in un Paese come l’Italia – il più grande consumatore in Europa, con un consumo annuo di 420 sacchetti di plastica pro capite –, per sensibilizzare e indurre a ridimensionare l’uso di questo oggetto letale che è nata la campagna “Porta la sporta”, promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, grazie all’iniziativa dei comuni di Monsano (An), Colorno (Pr), Vezzano Ligure (Sp) e Melpignano (Le).
“Riduci, riusa, ricicla” è il motto della campagna, un motto che potremmo sciogliere in una serie di comportamenti “eco-rispettosi”: portare sempre la sporta quando si va a fare la spesa; rifiutare sacchetti inquinanti ed imballaggi di cui si può fare a meno (meglio i prodotti sfusi, alla spina o con imballaggio riciclabile); preferire, se possibile, l’acqua del rubinetto all’acqua confezionata; scegliere i prodotti derivati da materiali riciclati e soprattutto, nel fare la spesa, pensare sempre in termini di riutilizzo e riciclaggio, piuttosto che di usa e getta.
Allora, da oggi in poi, mai più senza la sporta: può essere in cotone, canapa, juta, tela o materiali riciclati; è riutilizzabile all’infinito (o almeno, finché non l’avremo rammendata talmente tanto da non poterne più!); se ne può trovare una per ogni occasione e per tutti i tipi di acquisto, visti i tanti modelli (a scomparsa, da tasca, da borsetta, ...), colori e misure; costa pochissimo o, per chi voglia far da sé, è facilissima e veloce da confezionare (http://www.morsbags.com/morsbaginstructions.pdf; http://www.portalasporta.it/borse.htm).