La foto del mese
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di Chiara Fonzi
Alcuni amano il momento in cui la penna bacia l'immacolata carta e l'inchiostro fluisce per darle vita, quello in cui il bianco silenzio si converte in un mondo ricco di immagini e parole, un concerto privato che soddisfa l'artefice, nonchè unico spettatore, solo quando c'è una perfetta armonia fra gli strumenti: ispirazione, carta e penna... un obiettivo a volte arduo da raggiungere.Chi sta condividendo questo momento poetico con me non può non conoscere Moleskine.
Moleskine è il nome del taccuino su cui con tutta probabilità gli intellettuali del passato annotavano le loro riflessioni e idee: Vincent Van Gogh, Pablo Picasso e Hernest Hemingway sono solo alcuni dei nomi legati alla storia di queste agendine.
Nel 1986 l'ultima azienda famigliare francese che produceva il leggendario taccuino chiuse i battenti e scrittori come Bruce Chatwin e Luis Sepúlveda decantarono la Moleskine con un certo rimpianto per la loro scomparsa dai negozi.
A undici anni dalla triste scomparsa una coppia di imprenditori milanesi registrò il marchio Moleskine® e ricominciò a produrre le agende tascabili nel perfetto stile classico: copertina anonima in cartone, rilegatura in cotone nero, segnalibro, elastico e taschina interna a soffietto.
Lo slogan "La leggendaria agenda di Hemingway, Picasso, Chatwin" fu criticato da alcuni, ma gli amanti di carta e penna non poterono non essere onorati al pensiero di sfogliare le stesse pagine dei pensatori che hanno segnato la storia, senza la presunzione di calcarne i passi.
La domanda del mercato era tanta che i milanesi dovettero cercare qualcuno che pensasse e fosse capace di lavorare più in grande.
Fu così che il 4 ottobre del 2006 l'azienda francese SG Capital Europe acquistò la ditta italiana per 60 milioni di euro, riportando l'agendina in patria e la Moleskine® intraprese, quindi, un cammino volto all'accrescimento della produzione e della distribuzione su scala mondiale, attraverso anche il rinnovo del sito internet e la differenziazione del prodotto.
Oggi è possibile scegliere tra taccuini, quaderni, album, agende e addirittura i nuovissimi "city notebook", i quaderni dei viaggiatori, disponibili per molte città europee e contenenti cartine e spazi per pensieri colti al volo dai nomadi viaggiatori.
Chissà, forse non sarà la stessa carta su cui Hemingway & Co poggiavano la loro penna, ma fa un certo effetto pensare di avere un pezzo di storia per le mani e magari è per questo motivo che quasi tutti gli studenti ne subiscono il fascino.
(Foto di di Walker Cleavelands)