La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Tiziana Sagretti
Alto, capelli bianchi e azzurri raccolti a coda, baffi a manubrio, grandi mani lunghe e affusolate, vestito con coloratissimi ampi pantaloni, camicione, variopinta cravatta e due occhi celesti profondissimi. È lui: Patch Adams, il famoso medico-clown.
Ho incontrato il “rivoluzionario” dottore nel 2002 a Tolentino. Patch Adams è un uomo dalle infinite risorse. E’ stato il fondatore dell’Istituto Gesundheit, una casa ospedale nel West Virginia, che ha offerto gratuitamente cure a più di 15 mila persone. A Tolentino il suo ingresso al convegno ebbe un iter alquanto informale e particolare. Un saluto veloce alla platea e subito la sua attenzione si rivolse ai bambini, si accasciò vicino a loro, giocò per alcuni minuti, provocò sorrisi, li conquistò, poi, dopo aver baciato la fronte ad un uomo presente, esclamò: “Sono qui per dirvi il meglio che so, per vivere bene. Voglio farvi una proposta, non dovete più vivere una giornata cattiva. Ho sempre pensato che fosse strano e triste il fatto che le persone non abbiano alcun problema a comportarsi in modo rabbioso o burbero, ma che siano imbarazzate dal dover mostrare sentimenti positivi. Sembra assurdo, ma negli Usa quando si chiede come andrà la giornata, nella maggior parte dei casi, rispondono: bene, quando avrò finito di lavorare e, quindi, sprecano già metà del tempo a loro disposizione. Questo non accade solo negli Usa, purtroppo. Andiamo sempre di fretta, non ci guardiamo in faccia e la depressione e l’ansia ci assalgono sempre di più. Ogni adulto depresso lo sarà fino a quando non riuscirà a convincersi del contrario. Il guaio peggiore è che i bambini ci imitano, fanno giochi violenti. Sono sempre più soli e lontani dalla natura. La loro solitudine e la tristezza deriva dalla mancanza di abitudine all’amore, neanche la scuola ne parla a sufficienza. Le emozioni positive che proviamo sono miracoli per la nostra salute, così come il dolore la distrugge. Dobbiamo vivere ed amare tutte le nostre emozioni, positive o negative. Il problema non è di vivere un dolore, ma di rimanere nella tristezza, nel rancore per troppo tempo, questo danneggia la nostra salute. Per sentirci vivi dobbiamo pensare in ogni momento che tutte le nostre azioni, anche le più banali, sono la costruzione di qualcosa. Siate creativi e grati a qualcuno, ad un amico, a un professore, all’arte, alla natura. Essere felici è una scelta. Alzatevi al mattino con l’intenzione di amare quella giornata. Una volta stabilito cosa vogliamo, dobbiamo realizzarlo: io ho deciso di trasmettere la gioia”.
Il nostro simpatico dottore ha viaggiato in 50 paesi del mondo, in ognuno di questi ha portato, con un'equipe di colleghi e amici, consolazione negli ospizi, sorrisi negli ospedali, solidarietà nei campi profughi, tenerezza negli orfanotrofi, il tutto munito di una valigetta variopinta da lui chiamata la mia “casa mobile”, piena di piccole cose divertenti: nasi da pagliaccio, buffi cappelli e scherzetti carnascialeschi.
L’esperienza di averlo incontrato è stata entusiasmante e sconvolgente allo stesso tempo, sicuramente da provare. Non potrete essere più gli stessi, dopo averlo guardato negli occhi ed ascoltato le sue teorie di vita, troppo spesso molto distanti da quelle comuni.