La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Chiara Fonzi
Chi lavora preferirebbe le lezioni di sabato, chi vive da solo le vorrebbe concentrate all'inizio della settimana, in modo da potersene tornare a casa dai genitori per il fine settimana. Per i pendolari non troppo presto, grazie, sennò tocca alzarsi all'alba per prendere i mezzi pubblici, neanche troppo tardi, se si può, perché ad una certa ora i treni e gli autobus non passano più.
Chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Ma su un paio di cose saremo tutti d'accordo.
Avere 1 ora di lezione al mattino presto e 2 ore al mattino tardi scontenta sia i lavoratori sia chi vive da solo, per non parlare dei pendolari fuori sede, che si ritrovano con un mucchio di ore tra una lezione e l'altra. Si replicherà dicendo che si può trascorrere il tempo mangiando un panino a pranzo e studiando. Applicate questa teoria alle giornate piovose del primo mese di lezione e otterrete branchi di cani randagi con i libri in spalla, che vagano sotto l'acqua in cerca di un riparo.
Solo 1 o 2 ore di lezione nel bel mezzo della mattinata mettono in crisi gli studenti. Per quando si arriva in classe e si torna a casa la mattinata è volata, ed è irrimediabilmente spezzata.
Ci si ritrova a fare i conti con i professori che prendono le firme, perché tengono alla presenza in classe, e la forte tentazione di dire a sé stessi "per oggi posso anche saltare".
Che cosa fare? L'optimum potrebbe essere concentrare le ore di lezione nella fascia della tarda mattinata e del primo pomeriggio e magari aumentare i corsi per gli studenti lavoratori. Però sappiamo anche quanto sia difficile rendere soddisfatti sia gli studenti che i professori, perciò incrociamo le dita e rimettiamoci all'abilità di chi gestisce l'orario delle varie facoltà e alla disponibilità dei docenti a venirci incontro...