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Necrologio della cabina telefonica

26-04-2010

di Chiara Fonzi

L'altro giorno ero a Macerata, purtroppo senza cellulare, e dovevo fare una telefonata. Fossi stata con un'amica sarebbe stato semplice, nessuno ti nega una chiamata, ma purtroppo ero sola. Entro in un bar, il proprietario mi dice: "No, noi non abbiamo il telefono pubblico, provi di fronte ". Vado di fronte. "Ci dispiace, purtroppo è rotto!". " Accidenti, ne avevo proprio bisogno". "Se vuole le facciamo usare il nostro...". "Molto gentili, ma sarebbe una chiamata verso cellulare". sco. "Andrò a cercare una cabina", mi dico.

Effettivamente è un pezzo che non la uso, tanto che non saprei nemmeno localizzarne una. Mi guardo intorno, percorro le vie e le piazze principali, ma di cabine telefoniche nemmeno l'ombra. Spazientita, mi ritrovo infine davanti all'Ufficio Informazioni dell'Azienda Promozionale Turistica Regionale, in Piazza della Libertà, penso di chiedere a loro. "Salve! Mi scusi, ma non mi riesce proprio di trovare un telefono pubblico, magari saprete indicarmene uno". "Non ci sono, signorina". "Come, non ci sono?". "Con l'arrivo dei cellulari le cabine sono state disinstallate tutte, erano inutili. L'unico telefono pubblico qui nel centro di Macerata lo trova al bar La Tazza D'oro, ma è rotto da qualche giorno. Altrimenti può provare all'Internet point, scendendo da qui verso Piazza Strambi".

Insomma, in Inghilterra un turista che si rispetti non può rinunciare alla foto con lei, tanto che i numerosi gadget turistici la rendono protagonista, in Francia si converte essa stessa in Internet point grazie alla France Telecom, con tanto di touch screen, accesso gratuito (per 10 minuti) ad Internet e applicazioni utili, come l'elenco telefonico, le pagine gialle e il servizio ricerca attività commerciali - altro che 892424, 1 euro e 56 al minuto, quando vi va bene, più scatto alla risposta.

Invece in Italia le cabine telefoniche si estinguono. Entro il 2015 saranno rimosse quasi tutte. A Macerata sono già passato remoto. La condanna a morte è stata sancita da AGCom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il boia sarà il mandante Telecom, che ha lamentato la caduta in disuso del telefono pubblico, a fronte degli elevati costi di manutenzione. Telecom si preoccuperà di affiggere il manifesto mortuario su ogni cabina destinata allo smantellamento e dalla comparsa del fatidico cartello l'utente avrà 60 giorni, sempre che ritenga valga la pena di salvare il telefono pubblico in questione, per presentare richiesta motivata tramite la mail cabinatelefonica@agcom.it.

Le vittime del progresso tecnologico nel 2010 saranno 30mila, su 130mila esemplari rimasti ancora attivi, contro i 300mila ancora funzionanti fino a dieci anni fa. La scamperanno le cabine vicino ad ospedali, ASL, carceri, caserme, scuole e rifugi di montagna. In compenso tutte le superstiti saranno attrezzate per le chiamate fatte con moneta (addio prepagate) ed accessibili finalmente anche dai diversamente abili. Preparatevi, perché probabilmente ci sarà un replay dell'eccidio anche nel 2011, quando altre 30mila saranno smantellate.

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