| |

La foto del mese

Giovanni Allevi al piano di UniMc
Foto di Pixelmatica Macerata

Archivio »

Miss Italia, non un talent show

15-09-2009

di Maria Rita Sciarrone

Ha il volto della Calabria la vincitrice del settantesimo concorso di Miss Italia. Maria Perrusi, 18 anni appena compiuti, della provincia dei Cosenza, viene incoronata all’una di notte da Federica Pellegrini. Ad arrivare con lei in finale c’era Mirella Sessa, 23 anni, casertana e aggiudicatasi il secondo posto e Letizia Bacchiet, 18 anni, bellunese e arrivata terza. “Sono contento che in finale siano arrivate due ragazze del Sud- ha affermato Sergio Assisi, uno dei membri della giuria- perché secondo me al Sud i sogni valgono di più”. Una frase scontata, che ha trovato il consenso delle due finaliste.

Di certo la sua non è una bellezza tipicamente mediterranea: 1.82 cm, occhi verdi e capelli castani. Un’altezza che sin dall’adolescenza ha rappresentato un complesso, rivela la ragazza, nonostante il detto l’altezza è mezza bellezza.
Il primo pensiero, ricevuta la corona, va ai nonni a casa e alla sua terra natia, ricordando che erano tanti anni che non veniva eletta una Miss Calabrese. Affermazione sottolineata poco dopo da Patrizia Mirigliani -ormai al timone del concorso- rammentando le origini Calabresi del padre Enzo. E un tocco di Calabria lo ritroviamo anche tra gli abiti delle miss della serata finale, vestite unicamente Versace.
Ad accompagnarla a Salsomaggiore oltre la mamma, il preside della sua scuola e un insolito insegnante che è stato il primo a notare la sua bellezza, iscrivendola al concorso.

Giunto il momento di rispondere alle domande dei giornalisti, nel dopo Miss Italia, viene fuori l’ingenuità della neo eletta, al punto che tocca alla presentatrice Milly Carlucci giungere in suo soccorso con un imbarazzante “la ragazza credo che in questo momento sia sotto choc”.
“Non mi rendo conto dell’importanza di questa cosa- ha biascicato la calabrese- ma cercherò di dare il massimo, anche perché so che ho tanto da imparare e voglio dimostrare che posso farcela”.

Oltre ai 108.500 euro di contratti di lavoro, una Peugeot 207 e un gioiello Miluna, la neo-miss sarà il volto dell’Italia nel mondo, come testimonial del ministero del Turismo. E dopo l’incoronazione arriva una proposta ufficiale da parte di Guillermo Mariotto, che in questi giorni ha vestito i panni del giudice cattivo: il direttore creativo di Gattinoni l’ha, infatti, invitata a sfilare per la maison romana, promettendole d’insegnarle a camminare.
Tra le novità di questa settantesima edizione c’è da ricordare la conduzione assegnata per la prima volta ad una donna - Milly Carlucci -, la riduzione del numero delle partecipanti, da 100 a 60 e la suddivisione delle finaliste in quattro gruppi: le vamp, le sportive, le trendy e le romantiche.

Resta da chiedersi se è andato tutto come aveva anticipato la nuova conduttrice: “Miss Italia sarà un concorso di bellezza in cui la bellezza è talento, nobiltà d’animo, fattore X, in cui le ragazze devono dimostrare di saper ballare, cantare, sfilare, muoversi, parlare, recitare, nonché ridere e urlare in modo consono”. La maggior parte delle ragazze giunte in finale si sono, infatti, mostrate tavole di legno nelle prove di ballo, stonate e goffe nei movimenti - vincitrice inclusa, la prima a lamentarsi della sua inflessione dialettale. A dimostrazione del fatto che Miss Italia è un concorso di bellezza e che forse non è il caso di spacciarlo per quello che non è, un talent show.

 

Copyright © Università degli studi di Macerata