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Negli ultimi dieci anni 2.034 persone disabili residenti in provincia di Macerata hanno trovato lavoro attraverso le procedure del “collocamento mirato” svolte dai tre Centri provinciali per l’impiego di Macerata, Civitanova Marche e Tolentino. Il dato è stato reso noto dal dirigente del settore Politiche del Lavoro della Provincia, Mauro Giustozzi, nel corso di un convegno su “Lavoro e disabilità a dieci anni dalla legge 68”. Legge che, affidando alle Province la gestione pubblica dell’avviamento al lavoro, ha fatto del Centro per l’impiego il “mediatore” tra lavoratore e azienda.
L’indagine statistica sul decennio 2000-2009 ha evidenziato che per il 68% delle persone disabili (1.325) che ha beneficiato del “collocamento mirato” si è trattato di un’assunzione a tempo indeterminato. Questa percentuale varia tra i tre comprensori a cui sovrintendono i tre Centri provinciali. Nell’area di Civitanova Marche tale percentuale di assunzioni a tempo indeterminato ha raggiunto il 76% (571 su 748 assunzioni totali), nel comprensorio di Macerata la percentuale è stata del 58% (433 su 750) e nell’entroterra, su cui opera il Centro per l’impiego di Tolentino, si è arrivati al 60% (321 su 536). “Un possibile motivo della percentuale più alta raggiunta nel comprensorio civitanovese – ha spiegato Mauro Giustozzi – potrebbe essere dato dal maggior numero di addetti per ogni singola azienda (superiore a 50 dipendenti) che comporta una quota di riserva a favore dei disabili più alta, la cui copertura viene semplificata ricorrendo a contratti a tempo indeterminato”.
Come funziona il “collocamento mirato”? Lo ha spiegato al convegno Sandra Giustozzi, responsabile di questo servizio presso il Centro impiego di Macerata. “Si parte – ha detto – dalla valutazione delle attitudini e delle abilità della persona e, abbandonando ogni impostazione di tipo assistenzialista, si gettano le basi per collocare il lavoratore disabile al posto giusto affinché possa esercitare al massimo le proprie capacità lavorative. Questo comporta anche un confronto con l’imprenditore che deve assumere e attraverso colloqui di orientamento si definisce una rosa di nomi e di aziende su cui attuare l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro, cercando la reciproca soddisfazione del lavoratore e del datore di lavoro”.
Una procedura che richiede l’applicazione di diverse professionalità (assistenti sociali, psicologi, educatori, sociologi) che affiancano il lavoro dei funzionari amministrativi del Centro per l’impiego.