La foto del mese
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di Francesco Barbabella
A vedere la piazza gremita di persone, sembra che la politica sia ancora in grado di farsi ascoltare dai cittadini, anche se si tratta di sacrificare delle bellissime sere d’estate. Sabato 22 e domenica 23 agosto si sono tenute a Cingoli due serate dedicate alla politica e ai rappresentanti del governo nazionale: ad intervenire sono stati Renato Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, e Franco Frattini, Ministro per gli affari esteri. L’evento, alla prima edizione, si è tenuto nella piazza centrale di Cingoli, affollata in entrambe le serate. A moderare i colloqui è stato il sindaco neoeletto Filippo Saltamartini, già senatore del Pdl.
È stato Renato Brunetta ad aprire la manifestazione con un intervento dedicato alle sue riforme della pubblica amministrazione. Il ministro ha molto insistito sul criterio di trasparenza che deve regolare il rapporto tra cittadini ed enti pubblici. “Come ministro” - ha detto Brunetta - “non ho il potere di sanzionare chi fa un cattivo uso delle risorse pubbliche. Tuttavia, una cosa la posso fare: pubblicare tutte le voci di spesa di ciascuna amministrazione pubblica. Dovrete essere voi i guardiani che controllano l’operato dei funzionari pubblici, chiedendo loro di rendere conto di ogni singolo atto”.
Naturalmente, il ministro non ha mancato di parlare del tema che lo ha portato alla ribalta un anno fa, quello della lotta all’assenteismo, confermando gli ottimi risultati raggiunti (dai dati in suo possesso risulta una diminuzione delle assenze del 50% negli ultimi dodici mesi).
Protagonisti della seconda serata sono stati invece Franco Frattini e il vescovo di Macerata Claudio Giuliodori. Il ministro ha introdotto i pilastri dell’agenda politica estera, portando alcuni esempi di successi diplomatici dell’attuale governo, come la mediazione svolta da Berlusconi tra Stati Uniti e Russia nella crisi in Georgia dello scorso anno. Frattini ha anche affrontato il tema dell’immigrazione clandestina, ribadendo che “il diritto alla vita di ogni essere umano non può essere messo in discussione”, ma anche che “manca una solidarietà europea: l’immigrazione non può essere solo un problema dell’Italia e di Malta, si tratta di una questione europea”. La politica sull’immigrazione, ha continuato il ministro, deve concentrarsi soprattutto sulla lotta al traffico di esseri umani, “lo schiavismo del XXI secolo”.
Il vescovo Giuliodori ha invece spiegato la nuova Enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in veritate”, ed il suo rapporto con la situazione economica internazionale. In particolare, Giuliodori ha parlato della globalizzazione (“un fenomeno né positivo né negativo”) e del ruolo dello Stato, il quale deve assicurare l'equilibrio del mercato “attraverso il valore, la dignità ed i diritti della persona”.