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di Marco Luzzi
Le discusse celebrazioni per l’anniversario della vita e dell’opera di Charles Darwin regalano un’ulteriore sorpresa: i creazionisti americani che regalano agli studenti dei licei copie dell’opera omnia del naturalista del Beagle, “L’origine delle specie”, con sommo orrore degli evoluzionisti costretti a strapparsi ancora una volta le loro già lacere vesti (http://www-1.unipv.it/webbio/evol07/rassdarw09.htm ). Come mai il mondo si è capovolto?
Nel 1987 la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America aveva dichiarato incostituzionale l’insegnamento nelle scuole delle teorie che contrastano quella evoluzionista, ovvero dell’Intelligent Design (che sostiene la possibilità di osservare, in biologia, l’opera di un’Intelligenza Creatrice e Ordinatrice) e del più tranchant – o se si preferisce meno compromissorio – Creazionismo (l’affermazione che l’universo e la vita siano apparsi per intervento diretto di un Creatore). La sentenza è lapidaria: “il Creazionismo, essendo basato su un assunto religioso, non può entrare nei programmi scientifici delle scuole pubbliche americane senza violare il principio della separazione tra Stato e Chiesa”. Questa sentenza riabilitò definitivamente la memoria di John Scopes, il supplente americano protagonista del famoso “processo alla scimmia”, che fu multato di 100 dollari (era il 1925) per avere insegnato la teoria darwiniana in una scuola del Tennessee.
Tutto ciò è piuttosto curioso e viene naturale domandarsi perché, trattando il tema delle origini della vita e dell’uomo, la scienza senta il bisogno isterico di ricorrere in tribunale. Come l’avrebbe presa l’establishment culturale se gli alti giudici avessero bandito dalle aule la relatività o la caduta dei gravi? Forse avrebbero obiettato che il martello del magistrato non è lo strumento adatto a risolvere queste controversie, quanto piuttosto un libero e aperto confronto non pregiudiziale fra esperti e ricercatori.
Ma ai sostenitori delle alternative a “caso e necessità”, le colonne del tempio di Monod, tutte le colpe si possono ascrivere (hanno le spalle larghe) tranne che la mancanza di spirito di iniziativa, ed ecco qua che si sono messi di buzzo buono a stampare e diffondere gratis (et amore Dei, ça va sans dire) copie della Bibbia dell’evoluzione – L’origine delle specie – dotate di una prefazione di 50 pagine che spiega chiaro e tondo i motivi per cui è lecito pensarla diversamente.
Tutti coloro che hanno la curiosità di leggere questo testo possono scaricarlo gratuitamente e in lingua originale cliccando questo link.