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di Marco Luzzi
L’1,8% a livello nazionale (con la difficoltà di essersi presentato in sole 5 regioni) e uno spettacolare 7% in Emilia Romagna senza televisioni e senza giornali, solo con il web e le piazze: è l’irresistibile ascesa del Movimento 5 Stelle, il fenomeno politico nato su ispirazione di Beppe Grillo il 4 ottobre 2009, dopo una lunga stagione di dialogo - naturalmente via internet - con tutti i simpatizzanti sui temi caldi della partecipazione e dell’informazione, senza dimenticare ambiente, energia, economia. Il comico genovese, nel day after, dichiara a una stampa ormai impossibilitata a fare finta di niente: “Siamo la Lega del terzo millennio, questo è solo l’inizio”.
Certo è che provocano più di un mal di pancia nell’establishment dei partiti tradizionali, specie a sinistra, dove vengono accusati più o meno esplicitamente della sconfitta piemontese e, in generale, di erodere il consenso cavalcando l’onda dell’antipolitica.
Le recriminazioni servono a poco: bisogna essere bravi per chiedere alla gente di esprimere il dissenso per la politica con la politica, di sublimare la tentazione al non-voto con un voto. Per convincere i giovani, poi, bisogna essere bravissimi.
Qual è dunque il segreto del loro successo? Lo abbiamo chiesto proprio a loro, ai “grillini” (ma a loro non piace essere chiamati così) romagnoli, artefici della vittoria alla bolognese.
I giovani non si fidano della politica. Che fare?
Cambiare il modo di fare politica. Se il cittadino, infatti, vota in base a un programma un candidato che stipendia per rappresentarlo politicamente, è poi dovere del candidato rispettare questo mandato, conquistandosi continuamente la sua fiducia. Noi mettiamo ogni nostra decisione su internet, rendendo chiaro e trasparente tutto ciò che facciamo, eludendo qualsiasi sospetto di azioni prese indipendentemente dal volere dell'elettorato.
Voi sembrate essere gli unici ad usare efficacemente internet per diffondere la partecipazione, specie fra i giovani. Qual è il vostro segreto?
L'hai detto tu: internet. Oltre al tam tam dei social network e ai siti di file sharing (condivisione) infatti, che permettono una rapida diffusione delle notizie al di là di qualsiasi manipolazione informativa, la rete consente anche di rendere pubbliche e trasparenti operazioni e atti di amministrazione. Dalla ripresa con una web cam del consiglio comunale alla messa in rete di bilanci cittadini, l'elettorato ha la possibilità di supervisionare costantemente ogni azione del candidato che ha votato.
Molti pensano a voi come a un movimento carismatico, incapace di sopravvivere (politicamente) a Beppe Grillo. Cosa rispondete?
Che noi siamo un movimento carismatico e sarà difficile per Beppe Grillo starci dietro, nel senso che lui ha lanciato un idea, un nuovo paradigma di fare politica usando la rete, questa idea poi nel concreto viene realizzata dai gruppi attivi sparsi in tutta la nazione.
Se il movimento dovesse continuare a crescere, rifletterete sulla possibilità di presentarvi per le elezioni politiche nel 2013?
Sì, ci rifletteremo. Ma solo se i cittadini parteciperanno alla riflessione con noi. Se saranno soddisfatti del nostro operato infatti, saranno loro a darci la motivazione per continuare a rappresentarli.