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Kamez, la città gemella

26-03-2010

di Ilenia Paciaroni

“In questo giorno prendiamo solenne impegno di suscitare e mantenere relazioni permanenti non solo tra le nostre amministrazioni ma anche e soprattutto tra le nostre rispettive popolazioni, al fine di assicurare una migliore comprensione reciproca, una cooperazione efficace, un sentimento vivo del destino ormai comune e, quindi, un aiuto reciproco nell’affrontare i problemi amministrativi, economici, sociali e culturali, sviluppando la solidarietà e la partecipazione di tutti coloro che vivono e operano nelle nostre comunità; di congiungere i nostri sforzi per aiutare nella piena misura dei nostri mezzi il successo di questa impresa, la continuità si questi legami di pace e prosperità”.

Con queste parole si conclude la pergamena ufficiale che suggella il patto di gemellaggio tra la città di Macerata e quella albanese di Kamez stipulato sabato 13 marzo presso il Comune di Macerata
Il Sindaco della città ospitante Giorgio Meschini ha aperto l’incontro ricordando che il patto in questione va ad aggiungersi a quelli già esistenti con la città tedesca di Weiden, con quella francese di Issy lex Moulinaux e con quella maltese di Floriana. Questo tuttavia ha “un sapore tutto speciale”: è successivo al periodo difficile degli anni Novanta caratterizzato, da un lato, dall’esodo di molti cittadini albanesi nelle nostre terre e, dall’altro, dalle proteste per la realizzazione dei campi di accoglienza; è il primo con una città di uno stato che non fa parte dell’Unione Europea; è la conclusione di un percorso che ha avuto inizio soprattutto con la presenza di don Patrizio Santinelli che, partito dalla Diocesi maceratese, opera a Kamez da alcuni anni.

Tale gemellaggio, quindi, è particolarmente importante per “superare definitivamente pregiudizi e preoccupazioni” e per favorire “una migliore integrazione dei tanti cittadini albanesi presenti nella nostra città (ne sono censiti oltre 500) e per una più consapevole presenza di alcune importanti aziende del nostro territorio già operanti in Albania”.
La parola è poi passata al Sindaco della città di Kamez Xhelal Mziu, che ha sottolineato con parole solenni la rilevanza dell’atto che si accingeva a firmare: “Voglio esprimere la mia convinzione e piena fiducia che il patto di gemellaggio che sottoscriviamo oggi ha un valore multidimensionale, importante non solo per le comunità locali, ma anche per l’amicizia tra i popoli d’Italia e d’Albania e ancora di più per la comune famiglia europea” e ha concluso ricordando che la data del 13 marzo 2010 “rimarrà nella memoria storica di Kamez come la data più importante per la sua integrazione europea e il Signor Meschini come il primo iniziatore e architetto in questo processo”.

La cerimonia ha avuto quindi seguito con lo scambio dei doni e la firma dell’atto. Un momento particolarmente significativo è quello che ha visto protagonista don Patrizio, il quale ha avuto parole di grande gioia e ringraziamento nei confronti dei presenti, dei volontari che rendono possibile l’esistenza del centro e, soprattutto, nei confronti di tutti quelli che l’hanno ricevuto in Albania, dove “c’è una sincerità, un’accoglienza anche dentro le proprie case che è grande”.

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