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di Maria Rita Sciarrone
Crisi economica, finanziaria, politica e, soprattutto, lavorativa. Ora più che mai viene da pensare che, una volta laureati, per gli studenti ci sarà spazio solo per la disoccupazione. Proviamo, allora, a raccontarvi storie fuori dal coro. Come quella di Sara Pierdominici, 29 anni, presidente dell’associazione “Strade per l’Europa” che gestisce il Punto Eurodesk di Macerata, un network internazionale che gratuitamente orienta e informa i giovani sulle opportunità formative e professionali di mobilità europea, presente in 29 paesi con oltre 900 Punti Locali Decentrati. Se pensate che le abbiano bussato alla porta di casa per darle quest’incarico, siete fuori strada.
Ottenuta la laurea in Lettere moderne, nel 2005 Sara ha deciso di trascorrere un anno all’Informagiovani con un progetto del Servizio Civile. “Questa esperienza - mi racconta - è stata indispensabile per crescere professionalmente e per conoscere realtà stimolanti sulle quali progettare. E’ qui che sono venuta a conoscenza dell’Eurodesk”. Partecipando ad un seminario a Roma, Sara ha scoperto l’esistenza di finanziamenti destinati ad associazioni giovanili.
E il 9 febbraio 2006 è nata l’associazione. “A mio avviso - spiega Sara - chi vuol davvero lavorare dovrebbe guardarsi intorno con gli occhi di un utente e domandarsi cosa effettivamente manca nella propria città. Nonostante Macerata brulicasse di studenti, non aveva associazioni che si occupavano della mobilità Europea”.
Il primo incarico è stato quello di gestire il Punto Locale decentrato, fornendo informazioni sulla mobilità europea agli utenti, ma anche ad una rete di soggetti come l’Informagiovani e, da quest’anno, anche al Centro rapporti internazionali e al Centro tirocini e rapporti con il mondo del lavoro dell’Università. Sono, inoltre, nate collaborazioni con le scuole, volte alla formazione e all’informazione.
A tre anni di distanza Sara raccoglie i suoi primi frutti. Ma ci confessa che non è stato facile. “Il ragazzo che ha iniziato assieme a me ad esempio, ha preferito lasciare per strade più sicure e lo comprendo benissimo”.
E tu non hai mai avuto lo stesso pensiero?
“Alle volte sì, anche perché s’inizia con semplici contratti a progetto, che una volta scaduti non sai mai se verranno rinnovati. Ma ho preferito fare qualcosa che mi piacesse realmente e che avesse un peso sul mio curriculum, piuttosto che badare solo al compenso economico. Anche se ciò comporta qualche sacrificio in più”.
Che consiglio daresti ai ragazzi della tua età in cerca di un lavoro?
“Come ho detto prima, cercare un terreno fertile, tenendo sempre conto delle proprie passioni e senza sentirsi mai arrivati. Io, ad esempio, sto prendendo l’abilitazione per l’insegnamento e tentando qualche concorso. Ci vuole tanta pazienza e tenacia, ma le opportunità ci sono”.
Insomma, non stai di certo adagiandoti sugli allori.
“Assolutamente no. E’ importante essere reattivi per poter sfruttare le opportunità che ti si presentano. All’inizio può sembrare poco stimolante partecipare a convegni e seminari, ma ti danno la possibilità del confronto. Lo stesso vale per l’esperienza all’Estero. Anzi, invito tutti a venirci a trovare in Via Don Minzoni 3 per qualsiasi tipo d’informazione”.