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di Tiziana Sagretti
Vivere l’Amore è molto difficile ed è impossibile trasmetterne le sensazioni e la sua essenza. E' come tentare di spiegare il “sapore” del vino a chi non lo ha mai assaggiato.
Amore. Una parola d’eccellenza che solo a pronunciarla genera emozioni. Subito il pensiero vola, accarezza persone, si collega a Lui, a Lei, ad un figlio, ad un genitore, ad un animale, ma non solo. Passa dentro le nostre vene, ci fa apprezzare il bello, il buono, il fascino delle cose, delle persone, della natura, delle situazioni.
Se cerchiamo sul vocabolario la parola Amore, troviamo questa definizione: “Sentimento, totalizzante e tendenzialmente esclusivo, rivolto verso una persona, un animale, un oggetto o verso un concetto o un ideale”.
Quindi, il mondo, sembra ruotare intorno alla parola Amore. Non a quello esclusivo per Lui o per Lei, ma a quello universale, che non ha confini, che attraversa chiunque, che passa in ogni luogo, che non può non lasciare un “segno”.
E’ ben noto l'amore che ci lega a figli, mariti o mogli, fratelli o sorelle, ma bisogna imparare ad usare questa forza nei confronti di ogni cosa o essere vivente.
L'amore universale è molto soggettivo. Quasi tutti, entrando in contatto con l'energia infinita, ricevono in dono un'esperienza indimenticabile, sublime, difficilmente traducibile a parole. Si può semplicemente dire che c’è. Si vive nel cuore, sede prescelta quale “casa senza porte” dell’amore dove c’è posto per tutti e tutto. Ci si sente dilatare, espandere, come se fra le nostre braccia o dentro di noi potesse entrare l'intero universo, di cui ogni elemento che lo compone ha un suo ruolo ed una diversità d’importanza, ma tutti ugualmente essenziali per partecipare al Grande Gioco della Vita.