La foto del mese
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di Marco Luzzi
E pensare che a Roma era nato addirittura un movimento, quello degli “stacchini”: ronde di cittadini armati di raschietto e santa pazienza giravano per le vie della Capitale per rimuovere i manifesti elettorali abusivi, attaccati in ogni centimetro libero dell’Urbe dalle attivissime mani dei militanti di ogni colore, in barba alle disposizioni degli uffici comunali in materia di propaganda indiretta.
Naturalmente, lo Stato è intervenuto subito. Naturalmente, in difesa degli abusivi: l’8 febbraio una seduta-sprint della commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato in un amen oltre 300 emendamenti del famigerato “Decreto mille proroghe”, fra i quali una sanatoria proposta dalla Lega per condonare le violazioni in materia di affissioni di manifesti o striscioni elettorali, fino a maggio 2010, al costo di 1000 euro (una cifra irrisoria, se sei un partito).
Attenzione però: la sanatoria condona sì le multe, ma l’atto illecito resta, e se un vigile urbano ne viene a conoscenza è tenuto a intervenire, per lo meno staccando il faccione abusivo. Da qui la proposta della lista marchigiana Bonino-Pannella: invitare tutti i cittadini responsabili a fotografare i manifesti abusivi e a segnalarli ai radicali, ci penseranno loro a denunciare l’abuso sia alle autorità sia alla pubblica opinione, diffondendo le immagini sul sito www.radicalimarche.it.
Abbiamo parlato con Stefano Pagliarini, studente Unimc, referente provinciale del Partito Radicale e dell’Associazione Coscioni.
Stefano ma come facciamo a distinguere un manifesto abusivo da uno legittimo?
È difficile farlo con precisione, se non si ha a disposizione una mappatura del Comune, però ci sono alcune situazioni inequivocabili: innanzitutto quelli fuori dalle plance elettorali (se ne vedono attaccati dovunque, dai lampioni ai poveri alberi) con un occhio particolare agli adesivi, che restano là per anni. Un altro segno chiarissimo è vedere un poster più grande della plancia, oppure una serie di 4 – 5 manifesti incollati in successione uno sopra l’altro, naturalmente di liste diverse. Anche il buon senso aiuta: se vediamo dieci affiches in serie dello stesso candidato è il caso di insospettirsi.
Mi hai parlato di una cerimonia di premiazione, giusto?
Esatto, alla fine della campagna elettorale convocheremo una conferenza stampa e inviteremo il più smaccato abusivista a mangiare un bel panino con la porchetta offerto da noi, alla faccia dei cittadini e del rispetto delle regole: siamo curiosi di vedere se avrà il coraggio di presentarsi. Raccomando tutti gli interessati a partecipare cliccando il sito internet dei Radicali Marchi o iscrivendosi al gruppo di Facebook.