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Frate Nikanor, vocazione di un trader

19-06-2009

di Andrea Accattoli

La storia che mi appresto a porre in evidenza parla di una persona normale, ben realizzata da un punto di vista professionale e nella vita di tutti i giorni, che ha avuto l’inusuale forza di cambiare e di mettersi in discussione a seguito della chiamata del Signore, e di come la vocazione e il richiamo dall’alto riesca a far cambiare radicalmente la vita di un individuo.

Potrebbe sembrare un discorso strano in una società odierna, che sembra ovattare il richiamo della fede e della propria morale, ovviamente valorizzando il concetto consumistico del “tutto e subito” e di un ottica cieca nei confronti dei valori individuali.
Hristo Mikhkov è un ragazzo bulgaro sui trent’anni. Ha vissuto per un decennio in America riuscendo a realizzarsi professionalmente nel lavoro che più amava e per il quale aveva studiato: il trader finanziario in Borsa a Wall Street.                 

La frenesia e la materialità di quegli ambienti finanziari lo avevano trasformato in un uomo avidissimo, attratto dal sogno americano del denaro facile, diventando in poche parole uno di quei giovani rampanti che nei paesi anglosassoni viene definito come “Golden Boy”.

In America aveva conosciuto una ragazza splendida, con la quale aveva intenzione di formare una famiglia e di vivere una vita serena, dividendosi tra la cura del nucleo familiare e l’accumulazione di una ricchezza che sembrava troppo semplice e falsamente inarrestabile. E nel lungo periodo la parentesi professionale della sua vita aveva estromesso qualsiasi altro valore, rischiando di sacrificare la vita di Hristo per una causa meramente materiale.

Tutta questa corsa al denaro era diventata per Hristo la sola ragione di vita: aveva innescato una spirale psicologica nella sua mente dalla quale venivano estromessi tutti gli altri valori della vita, dall’ambiente che lo circondava all’ambiente interiore a se stesso. Un giorno, in maniera del tutto inaspettata, percepì la chiamata di Dio.

In quell’istante egli sentì la richiesta di sacrificare tutto e tutti seguendo una improvvisa, ma forte vocazione. Hristo ora è ritornato nella sua terra d’origine: è diventato frate nel convento di Tsournogoski, disperso nelle montagne della Bulgaria. Il suo stile di vita è incentrato sul sacrificio, sull’essenzialità, sul senso di eternità della vita, sulla povertà materiale.

Il suo mai dimenticato fiuto per la finanza e gli affari è stato assecondato e indirizzato verso scopi più nobili: ora Hristo lo spende nel ricercare dei finanziamenti da destinare al restauro degli edifici medievali e del proprio convento; ma, oltre a ciò, ha ritrovato il gusto di mettersi al servizio di una comunità.              

Ogni tanto si mette in contatto con i suoi ex colleghi alla Borsa di New York, per dare loro una parola di conforto, utile in un momento come quello odierno caratterizzato da una crisi finanziaria di portata incalcolabile.

La storia di Frate Nikanor non è un caso isolato. Molte persone sembrano trascorrere una vita perfetta, ma talvolta alcuni di loro sentono la necessità improvvisa di interrogarsi sul proprio essere e di cercare il senso della loro vita. Laddove tutto sembra lineare e logico, senza un minimo tentennamento, si nasconde il destino delle persone e di quelli, come Hristo, che sono stati chiamati improvvisamente a cambiare la loro vita.

 

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