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È ancora buono? Allora freecyclalo!

15-12-2008

di Marco Luzzi

Nel 2003 l’ambientalista americano Deron Beal si pose seriamente il problema di trovare un’alternativa ecosostenibile alle discariche per le cose ancora buone. E' stata la Rete a fornirgli la soluzione ideale: una mailing-list dove i beni possono essere regalati o scambiati fra gli iscritti.

Nasce così Freecycle, il network del riutilizzo degli oggetti che in pochi anni è cresciuto fino a contare 51 Paesi e coinvolgendo più di un milione e mezzo di persone attive in 2.800 gruppi. La filosofia che permette il funzionamento virtuoso è semplice ed è mirabilmente riassunta dal motto “Everything posted must be free, legal, and appropriate for all ages” ossia “tutto deve essere gratuito, legale e adatto a tutte le età”.
Dato che, purtroppo, nelle Marche non è ancora attivo un gruppo freecycle, abbiamo contattato Gustavo, il moderatore del dinamico gruppo bolognese.


Ciao Gustavo! Qual è la storia di freecycle Bologna?
Io sono entrato in freecycle Bologna come moderatore circa 1 anno fa. Il gruppo esiste dall’ottobre del 2006. Ci sono 450 inscritti e sono stati scambiati 150 oggetti. Ho trovato il gruppo quando ho cambiato il mio cellulare: quello vecchio funzionava ancora e mi dispiaceva lasciarlo chiuso dentro l'armadio. Avevo anche un vecchio monitor, di quelli grandi, modello Crt, che mi ingombrava la stanza ma che sentivo poteva servire a qualcuno. Mi sono inscritto al gruppo e ho inviato l'annuncio… Dopo 2 giorni ho ricevuto più di 10 offerte per i due oggetti!


Quali oggetti vengono scambiati più frequentemente?
Le cose offerte nel gruppo sono davvero le più varie: bottiglie di vino, cellulari, macchine da cucire, divani, forni, armadi di cucina, libri per bambini, cerchioni per la ruota della macchina… e potrei continuare ancora per molto.


Anche un semplice studente universitario potrebbe adottare questa pratica?
Magari qualcuno è qui soltanto per cercare di trovare qualcosa gratis (che è legittimo), ma sono sicuro che tutte le persone hanno qualcosa che non usano più e potrebbe servire a qualcun altro. Molta gente trova difficoltà nel donare i propri oggetti, anche se non li utilizza da tanti anni. A me dispiace molto di più vedere qualcosa che mi piaceva starsene lì a prender polvere nello sgabuzzino; soprattutto mi dispiace buttare via qualcosa che funziona e inquinare l'ambiente.


Per tutti coloro che fossero interessati all’iniziativa rimandiamo al sito ufficiale http://www.freecycle.org/, dove quel marchigiano che voglia far partire nella nostra regione questa buona pratica potrà trovare tutte le informazioni necessarie.

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