La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Diego Cacchiarelli
Dal 28 febbraio il mitico Mercatone Zeta di Ancona non esiste più. Uno dei primi e più significativi simboli del consumismo marchigiano se ne va in pensione e in malo modo. L'emmezeta non voleva chiudere, ha dovuto chiudere e, il motivo principale sembra essere la vicinanza di Ikea. Sorge quindi una domanda: questa chiusura che può significare? E' crisi perché un megastore chiude o è il progresso che pensiona le strutture obsolete e fa sopravvivere quelle moderne?
Circa venti anni fa il Mercatone Zeta aveva segnato l'inizio di qualcosa di importante e grandioso per tutta la città di Ancona. Non c'era ancora una strada ben fatta per il Mercatone, ma già enormi quantità di macchine e persone si accalcavano tutti i giorni per entrare in quello che era un centro del vero risparmio. Il Mercatone è stato il riferimento di prezzi e convenienza per tutta la regione ed è stato anche il segnale che questo genere di strutture potevano funzionare anche nella nostra piccola regione. Il Mercatone ha fatto da apripista a tutto quello che è venuto dopo in ogni angolo delle Marche.
La chiusura sembra essere stata determinata dalla presenza di un colosso ancora più grande: l'Ikea. Stessa zona, per larga parte stessi articoli in vendita e ancora maggior convenienza. Da qui la domanda: è crisi o progresso? Intanto sappiamo che le 99 famiglie legate all'Emmezeta hanno avuto un periodo travagliato. Qualcuno è riuscito a trovare qualcosa di nuovo, qualcuno è rimasto senza lavoro, altri sono migrati proprio verso l'Ikea fin da subito e qualcuno forse è “scivolato” più velocemente verso la pensione. Di certo l'aria dentro al magazzino in chiusura è pesante, un'addetta passando biascicava “te guarda come dovemo finì” e alla cassa, una delle poche ancora non smantellate, una commessa sfoggiava un sorriso tra i meno sinceri mai visti. E che dire dell'ambiente? Scaffali smontati, pareti spoglie, mobili buttati lì e roba piena di polvere ammassata da una parte. Una vera tristezza, soprattutto per tutti quelli che hanno avuto l'età per conoscere l'era dorata del Mercatone Zeta.
Ma guardiamo anche il rovescio della medaglia. L'Ikea ha creato moltissimi posti di lavoro, veicolato ancora più utenza su Ancona e ha abbattuto ancora di più i prezzi del settore del mobile economico e di tutto il connesso. Quindi situazioni molto positive per chi lavora lì, per chi ci fa spesa e per tutta la città di Ancona che ne trae benefici se pur indiretti.
Per concludere si può vedere che per un megastore che chiude ce n'è uno che apre e che per posti di lavoro persi ce ne sono altrettanti di nuovi. Allora? Progresso o Crisi? Beh forse la cosa più sensata da rilevare è che esiste una quantità fisiologica di utenza e di spesa in ogni area geografica. Non c'è spazio per tutte le aziende perché non ci sono così tante persone con così tante cose da dover comprare. I locali del Mercatone che fine faranno? Si parla della catena sportiva Decathlon ma... chi vivrà, vedrà!
Decathlon