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Avete mai sognato quell’uomo?

18-02-2010

di Marco Luzzi

Nel 2006 la paziente di un noto psichiatra americano confida al suo dottore di essere visitata regolarmente nei sogni da uno strano personaggio (potete vederlo ritratto qua nella nostra immagine), che le appare per darle consigli e ammonimenti preziosi per la sua vita privata.
Il terapista decide di mostrare il ritratto ai suoi colleghi che hanno in cura casi analoghi di sogni ricorrenti, ed in breve tempo ben quattro persone riconoscono nell’identikit una presenza familiare delle loro esperienze oniriche. Tutti i pazienti si riferiscono all’inquietante personaggio come a “quell’uomo”.

Da allora a oggi (come riferito dal sito http://thisman.org/) le testimonianze di incontri con quell’uomo sono più di 2000, in tutte le città del mondo: Los Angeles, Berlino, San Paulo, Tehran, Pechino, Roma, Barcellona, Stoccolma, Parigi, Nuova Dehli, Mosca.
Le teorie su chi sia in realtà quell’uomo e su come faccia a viaggiare nei sogni sono le più disparate:
Teoria dell’archetipo junghiano, ovvero un’idea-base del nostro subconscio, che soggetti sensibili evocano in momenti particolarmente delicati della loro vita.
Teoria religiosa: il volto è un’immagine del Creatore. Questo spiegherebbe perché i sognatori sono portati ad eseguire le indicazioni ricevute senza indugio (ma non spiegherebbe quelle sopracciglia cespugliose e quell’orribile riporto, a nostro dire indegni dell’Onnipotente).
Teoria dell’onironauta (dream surfer): quell’uomo è un uomo in tutto e per tutto, che per strane ragioni sci-fi ha il potere di fare avanti e indietro nei sogni della gente (tipo Freddy Krueger o Carlos Castaneda).
Teoria dell’imitazione dei sogni: mutuata dalla socio-psicologia, questa spiegazione del fenomeno (che ha il vantaggio di essere la meno delirante) liquida tutto come un meccanismo mentale per cui più la voce si sparge più le visioni si moltiplicano, per semplice autosuggestione.

Se considerate che prestigiose testate quali Tgcom, La Stampa e Studio Aperto hanno dedicato servizi e approfondimenti a questo misterioso personaggio, vi renderete conto di quale grama figura faranno adesso che Cittàteneo spiegherà ai suoi lettori tutta la verità su quell’uomo, rivelando la vicenda per ciò che è: una semplice e ben riuscita operazione di viral marketing, ovvero quel tipo di campagna pubblicitaria basata sulla capacità comunicativa di pochi soggetti interessati (definiti talvolta “untori”) che trasmetteranno il messaggio ad un numero elevato di utenti finali.

Dietro tutto questo pappone metafisico alla David Lynch c’è infatti Andrea Natella, una delle geniali anime creative di Guerriglia Marketing (http://www.guerrigliamarketing.it/), l’agenzia di comunicazione non convenzionale “orientata al business e alla trasformazione radicale dell’esistente”.
A scoprirne gli altarini (e gliene va reso merito) un giovane e brillante praticante giornalista, Mauro Munafò, che ha sbertucciato magistralmente dalle pagine del suo blog (http://www.mauromunafo.it/) i cosiddetti “professionisti” del settore. Chapeau.

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