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di Diego Cacchiarelli
Ogni cultura e credo religioso ha la sua fine del mondo. Qualche organizzazione ha dovuto aggiornare il giorno del giudizio più volte, altri se la ridono bellamente perché convinti che il mondo finirà quando finirà e nessuno può saperlo. La “nuova” fine del mondo è fissata per il 2012, vediamo come e perché.
La “colpa” di tutto questo bailamme è dei Maya, civiltà centroamericana praticamente estinta a partire del 1529 quando i Conquistadores spagnoli arrivarono nello Yucatán. In questa sede, quello che più ci interessa dei Maya è il loro antico calendario, formato da un sistema di rilevamento e calcolo oltremodo complesso. Ci basterà sapere che uno dei calendari, in specifico quello denominato “conto lungo”, ha una durata di 5125 anni e rappresenta la durata di un'era (a quanto pare ciclica) del mondo. Questa ultima, quarta era, essendo iniziata, sempre secondo i Maya, il 6 settembre del 3114 a.c. del nostro calendario gregoriano, dovrebbe finire esattamente sabato 21 dicembre del 2012. Delle tre ere precedenti, sempre di 5125 anni, non vi sarebbe rimasta traccia.
Cosa succederà in quel giorno? I catastrofisti parlano di vera fine del mondo generata dall'arresto della rotazione terrestre per circa 72 ore (e successiva inversione dei poli magnetici) che porterà a sconvolgimenti tali da cancellare praticamente ogni forma vivente sul nostro pianeta. I meno estremi parlano più semplicemente di una nuova era dove grandi cambiamenti cancelleranno di fatto le civiltà e le culture precedenti.
I seguaci della New Age, a supporto di questa credenza parlano dell'avvento dell'era dell'acquario (siamo passati alle costellazioni) che segnerà l'inizio della pace globale e di una sorta di innalzamento spirituale.
Il credo dei testimoni di Geova, altro culto con forte propensione all'evento “fine del mondo”, in questo caso non ci viene in aiuto. Questo gruppo di religiosi, fondato nel 1870 negli Usa annunciò diverse volte la fine del mondo a partire dalla data del 1914/15. Successivamente, dopo ripetuti errori (l'ultimo con la data del 1975), i testimoni di Geova parlano della fine dichiarando – beati noi – l'impossibilità di prevederne la data esatta.
Verrebbe da chiedersi a questo punto: cui prodest? A chi giova tutto questo allarmismo? Ad essere un po' malpensanti, un nome mi verrebbe in mente ed è quello di Roland Emmerich. A molti il nome non dice niente, ma se dico “Indipendence Day” o “The day after tomorrow” qualche lampadina si accende. In effetti Emmerich è il regista dei due lungometraggi citati, filmoni catastrofici campioni di incasso con scene di distruzione incredibilmente realistiche. Ebbene, il nostro ha pensato bene di cogliere al balzo la palla di questa presunta fine del mondo per uscire con il suo ultimo film che, neanche a farlo apposta, si intitola “2012”.
In definitiva, il film ha fruito di una pubblicità gratuita e su scala planetaria grazie al tormentone dei Maya. Non è dato sapere se il 21 dicembre 2012 il mondo finirà, quello che è certo è che fino a quella data il regista Roland Emmerich potrà vivere più che agiatamente grazie agli incassi stratosferici a cui il suo film “2012” sembra destinato ad arrivare. I Maya questo non l'avevano previsto!