A scuola sotto la Tour Eiffel
Valeria, Scienze della Formazione Primaria
Destinazione: Scuola Primaria, Francia (Parigi)
Dopo aver mandato delle e-mail per trovare uno stage e partecipare alla selezione del Placement, ero quasi sicura di non ricevere una risposta. Invece, il giorno successivo ho ricevuto una mail dalla direttrice della scuola in cui sono stata, contenta della mia proposta!!!! E’ stato tutto molto emozionante, e quando ho scoperto di essere stata presa non credevo ai miei occhi!
Il primo giorno di lavoro è stato bellissimo. La mia prima impressione della sede ospitante, vista dall’esterno è stata ottima. La scuola si trova, infatti, in uno dei quartieri più belli della città. Davanti alla scuola c’è, infatti, il famosissimo complesso “des invalides”, dove riposa il corpo di Napoleone, e da lì è possibile scorgere la tour Eiffel. Una volta entrata all’interno della scuola, invece, sono rimasta un po’ delusa. Gli spazi erano molto limitati, non avevano una vera e propria palestra, non c’era la mensa, c’erano barriere architettoniche per i disabili, ecc … Nonostante questo mi sono messa al lavoro rimboccandomi le maniche e ho avuto una delle migliori esperienze della mia vita.
Il mio tutor mi ha da subito fatto una bellissima impressione; è stato molto gentile e ha cercato di mettermi a mio agio. E’ stato lui a presentarmi, il primo giorno, agli altri colleghi, ai bambini e ai segretari. Nei giorni seguenti stata collocata in fondo all’aula, dove dal mio banco potevo osservare lo svolgimento delle lezioni. Dopo l’ambientamento mi sono state assegnate anche delle mansioni attive: dovevo aiutare i bambini nelle esercitazioni e durante le ore di didattica laboratoriale. Ho anche partecipato ad una assemblea pomeridiana, nella quale ho fatto un’intervista ai docenti, come previsto dall’agenda del tirocinio del mio corso di studi.
Sono state organizzate anche due visite guidate, durante le quali ho potuto osservare il comportamento dei bambini in un ambiente a loro estraneo e ho potuto riflettere anche sull’importanza della vigilanza degli insegnanti durante il tragitto. Ho, inoltre, avuto la possibilità di svolgere delle lezioni da me preparate, così come richiesto dall’agenda del tirocinio del mio corso.
La cosa più preziosa che ho appreso sono le modalità di insegnamento delle diverse discipline. Ho legato particolarmente con le due educatrici mie colleghe, due ragazze molto giovani, con cui uscivo, a volte, anche dopo l’orario lavorativo. Come stagista mi sentivo in una posizione di inferiorità rispetto ai colleghi, che si trovano in quell’ambiente da molto più tempo di me, ma non me lo facevano pesare, anzi, mi hanno supportato in ogni momento di difficoltà. La cosa più interessante che ho fatto è stata una lezione in laboratorio di informatica: ho spiegato ai bambini alcune nuove procedure in un programma da loro già utilizzato, il LOGO, chiedendogli di costruire un disegno al computer utilizzando i nuovi comandi.
Sicuramente grazie al Placement ora posso dire di aver perfezionato le mie abilità organizzative e quelle sociali, fondamentali nel lavoro di gruppo. Ho capito anche che grande importanza abbia la flessibilità, perché ci accadeva spesso di dover riorganizzare tutto il lavoro a causa di imprevisti, ad esempio la mancanza di un insegnante. Ho, inoltre, acquisito nuove informazioni riguardo ai diversi modi di costruzione e valutazione delle conoscenze: ora mi muovo meglio nel pianificare una lezione e la didattica, e sono più disinvolta rispetto al passato nell’esposizione. In ultimo, grazie a questo stage ho potuto capire l’importanza di instaurare buone relazioni all’interno dell’ambiente di lavoro, poiché solo così è possibile far sì che il lavoro non diventi un dovere ma rimanga un piacere. E tutto questo non è scritto sui libri, ma è frutto dell’esperienza.
Sì, il tipo di lavoro che ho fatto era proprio come lo immaginavo … Il mio Erasmus Placement è stata un’esperienza unica che consiglio vivamente a tutti, perché molto formativa, sia dal punto di vista professionale che da quello culturale. Quindi, mi raccomando, partite!!!!!!! Le borse di studio Erasmus sono occasioni uniche e da non perdere!
(curato da: Laura Concetti, 2010)





