Le lingue al servizio dell'impresa
Tatiana, Lingue Straniere per la Cooperazione Internazionale
Destinazione: Camera di Commercio, Germania (Berlino)

La parte precedente alla partenza è stata tutta molto stressante perché il tempo a disposizione per organizzare tutto il viaggio è stato molto ristretto. Una volta sul posto, mi sono tranquillizzata: i dipendenti sembravano socievoli e disponibili sia dal punto di vista lavorativo che umano.
All’inizio dovevo fare ricerche on-line di dati relativi ad aziende rilevanti per alcuni progetti e inserirli nel database della Camera, che ho imparato a utilizzare. In seguito ho cominciato a svolgere anche azioni di marketing telefonico volte a favorire scambi B2B tra aziende tedesche ed italiane.
Inizialmente avevo piccole difficoltà di comprensione al telefono con i madrelingua che parlavano troppo velocemente, poi superate con la pratica. Ho appreso cose nuove dal punto di vista linguistico, nonostante io studi il tedesco da anni. Strano a dirsi, ma il marketing telefonico, oltre che migliorare la comprensione linguistica, è un’esperienza molto utile per capire come comportarsi con la realtà lavorativa del Paese. Inoltre, ho svolto delle traduzioni tedesco-italiano e viceversa.
Andando avanti nello stage mi è stata affidata poi la gestione e la registrazione delle adesioni dei partecipanti tedeschi alle fiere di settore organizzate dalla Camera; a un certo punto hanno cominciato a inviarmi sul posto a seguire le varie fiere. Una delle più interessanti, per la quale ho provveduto a progettazione, allestimento e gestione contatti, è stata una importante fiera internazionale svoltasi a Berlino, la Fruit Logistica. Durante questo evento ho svolto il ruolo di interprete di trattativa tra produttori italiani e compratori tedeschi, nonché di assistente (linguistica e non) agli stand italiani.
All’ultima fiera cui ho partecipato, avendo acquisito molta esperienza in merito, mi hanno affidato il coordinamento e la gestione di un intero stand. Insomma, ho imparato a orientarmi nell’organizzazione, nelle attività e nella reportistica per le fiere di settore e penso di aver imparato molto sul corretto comportamento da tenere con gli operatori economici.
Ho anche ampliato il mio lessico specialistico, il che ora mi permette di redigere meglio e più velocemente testi specialistici. Ho migliorato di molto le mie abilità di interpretariato di trattativa: in ambito fieristico ho infatti davvero messo in pratica la formazione di interprete, acquisita a livello universitario, e in più ho potuto svolgere attività concrete, piene di responsabilità. In sostanza, mi sono stati affidati gli stessi compiti che svolgevano i dipendenti: è stata una vera e propria “rappresentazione” di una futura situazione lavorativa.
Da punto di vista umano, è stata anche l’occasione che mi ha fatto mettere alla prova le mie capacità e comprendere cosa sono in grado di fare e come. Devo dire che è stato tutto impegnativo ed intenso, ma il risultato è stato molto gratificante e mi ha dato tante soddisfazioni. Il capo dipartimento mi ha proposto anche, prima di andare via, di valutare un mio possibile futuro inserimento lavorativo dopo la laurea.
È importante fare un’esperienza del genere prima della conclusione del percorso universitario, perché permette allo studente di confrontarsi in modo concreto con il mondo lavorativo, e di riflettere. Consiglio a tutti di far domanda per l’Erasmus Placement … Per me, è stata l’esperienza più formativa e piacevole della mia vita.
(curato da: Laura Concetti, 2010)





